mercoledì, dicembre 07, 2005

Giavazzi, Prodi e Della Vedova

Qualche tempo fa stavo facendo zapping e sono incapato in un film che penso fosse ambientato in uno Stato del sud degli USA intorno agli anni 60, quando, per intenderci, le discriminazioni razziali erano una cosa normale.
La scena che ho visto si svolgeva in una scuola elementare. La maestra fa una domanda alla classe ma nesuno alza la mano per rispondere, nessuno tranne una bambina di colore. La maestra fa finta di non vederla e chiede se cé´qualcuno che sa la risposta. Ad un certo punto una bambina bianca prova a rispondere ma sbaglia in tronco la risposta. Allora la maestra, continuando a far finta di non vedere la mano alzata della bambina di colore, chiede se cé´qualcun´altro che vuole provare a rispondere. Ma non cé´ nessuno (oltre alla bambina di colore ovviamente), cosí la risposta la da direttamente la maestra.

Facendo una sottospecie di paragone si potrebbe dire che la maestra e´Giavazzi, la bambina di colore e´ Della Vedova e la bambina bianca e´Prodi.

Con questo intendo sottolineare come tutti invochino il liberalismo/liberismo come ricetta per rimettere in moto l´Italia, ma quando cé´qualcuno che afferma di voler utilizzare questa ricetta e addirittura di fondare il proprio partito ( i Riformatori Liberali) su questa ricetta, si fa finta che non esitano e si continua a domandare.

Daltronde come ricordava Diaconale in un suo editoriale di qualche settimana fa: "Non c’era un complotto mediatico ai loro danni. I radicali lo hanno finalmente capito. Non appena hanno deciso di lasciare la terra di nessuno delle terze forze ed entrare a bandiere spiegate nel centro sinistra, il silenzio che generalmente nascondeva le loro gesta si è improvvisamente dissolto. Il cono d’ombra è diventato cono di luce. Ed a conferma che nei media italiani esiste solo ciò che si trova a sinistra, i radicali hanno ritrovato quella visibilità che credevano di aver tristemente perduto dai tempi eroici delle battaglie per il divorzio e per l’aborto. Non c’è che dire. Da questo punto di vista la scelta di Marco Pannella e di Emma Bonino di bruciare i vascelli dietro le spalle e puntare sull’alleanza con lo Sdi all’interno dell’Unione di Romano Prodi, è risultata vincente. Nel giro di qualche settimana i radicali hanno ottenuto sui media nazionali una visibilità ed una risonanza decisamente superiori e quelle ricevute nel corso degli ultimi dieci anni. Fino a ieri i loro congressi erano seguiti da Radio Radicale, da qualche giornale amico di piccola tiratura e dalla sostanziale indifferenza della stragrande maggioranza della stampa nazionale. Ora la questione radicale sembra diventata un nodo politico di rilevanza nazionale...."

2 Comments:

Blogger Phastidio said...

Bella similitudine. Ma, con tutto il rispetto e la grande stima per Giavazzi, non sarei del tutto certo che a lui spetti il ruolo del maestro. Hai ragione, c'è un bias di visibilità mediatica, un cono di luce che investe quanti si schierano con il centrosinistra, con buona pace delle lamentazioni sul "momopolio" berlusconiano dei mezzi d'informazione. Che forse esiste, ma è un monopolio dei contenitori. Al monopolio dei contenuti pensa il mainstream progressista.
Ma spetta anche a noi lavorare per dare visibilità alle idee liberali e liberisti dei Riformatori Liberali.

4:53 AM  
Blogger Tudap said...

Mi e´piaciuta la frase sul monopolio dei contenuti e quello dei contenitori.

In poche parole Berlusconi fornisce ai suoi avversari l´arma con la quale essere ucciso

9:07 AM  

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