giovedì, dicembre 08, 2005

Non solo TAV. Gli ambientalisti il nostro muro di Berlino

LUNGO MA INTERESSANTE

da Il Gazzettino
di Giorgio Gasco

«Certo non è facile per nessuno riavviare un disegno infrastrutturale in un Paese che, unico caso al mondo, ha bloccato, con legge del 1975, la costruzione di nuove autostrade».

Già, "non è facil e per nessuno" prendersi la briga di realizzare una nuova arteria di collegamento quando se ne era persa l'abitudine, e soprattutto, oggi, con il principio della tutela dell'ambiente che ha comunque pervaso trasversalmente tutti i partiti.
Certo, però, «non è più accettabile sostenere un'altra legge come la "Merloni", la quale per un decennio ha frenato ogni iniziativa, direi ha frenato lo sviluppo del Paese, giocando al ribasso, rivelandosi una stortura antieconomica e unica a livello europeo».

Però, adesso, c'è la Legge Obiettivo, vero Bortolo Mainardi?

«Meno male. Il provvedimento ha indubbiamente avviato un clima nuovo. È una grande riforma e come tale, dopo qualche anno di verifica sul campo, avrà necessità di qualche aggiornamento» risponde il bellunese, nominato con decreto del Governo, Commissario per le Infrastrutture del Nordest».

Ma nonostante la Legge Obiettivo, ideata per sbloccare i cantieri, si va avanti a colpi di Commissario: ogni volta che un progetto si intoppa scatta la nomina.

«La legge prevede questa figura. Il nostro compito è quello di dare la sveglia agli iter procedurali, di battere il territorio per cercare la condivisione... ma è altrettanto vero che se una democrazia ha bisogno di commissari, qualcosa non va. Quindi, questa è una fase di emergenza, poiché era impossibil e, in quattro-cinque, anni rivoltare il sistema come un calzino dopo 30 anni di... astinenza progettuale».

Come dire: la Legge Obiettivo e relativi Commissari, lei è di fresca nomina per la A-28, sono la prima risposta e poi?

«Poi occorre una revisione della legislazione prevedendo l'abolizione dei Commissari...».

Come arrivarci?

«Una volta che le Regioni hanno definito con lo Stato le opere strategiche, e dopo aver snellito ancora più i passaggi (ad esempio tutti i pareri di valutazione ambientale dovrebbero essere regionali), allo Stato non resterebbe che la fase istruttoria con conseguente prosciugamento dei blocchi burocratici. E poi, in fase di stesura del progetto preliminare, organizzare contestualmente incontri con gli enti territoriali affiancati da tutti gli organismi burocratici, così da realizzare insieme il progetto. Esempi ci vengono dalla storia...».

Cioé?

«Pochi sanno che il 15 maggio 1790 si scelse, su 29 proposte, il migliore progetto per il Teatro la Fenice; il 15 maggio 1792 il teatro venne inaugurato con un dramma musicale del "Paisiello"».

Il Veneto ha ancora infrastrutture dell'epoca asburgica (vedi la ferrovia Bologna-Verona), le più giovani datano 40 anni fa...

«Il Veneto, come il resto del Paese. Ripeto, non è facil e per nessuno ricominciare da un'Italia con l'attuale livello autostradale che è di 113 Km per milione di abitanti, a fronte di una media europea di 177 Km e con addirittura il record di 225 Km della Spagna. E ancora: in Germania la rete stradale per Km quadrato è pari al 175,5\%, in Francia al 180,4\%, da noi al 57,09\%. La rete autostradale in Germania è del 2,28\% per Km quadrato, in Italia del 2,27. Quanto alla rete ferroviaria, in Germania si parla del 12,75\% su chil ometro quadrato... in Italia siamo al 6,44».

Partner europei, dove l'ambientalismo è stato assai incisivo.


«Come flash-back storico, ricordo che da noi s'è sviluppata una cultura che ha permeato ideologicamente la contrapposizione "uomo-ambiente", utilizzando concetti come lo sviluppo sostenibile, dando surretiziamente più importanza all'aggettivo che al sostantivo. Con una metafora, abbiamo di fronte "il nostro Muro di Berlino", costruito con luoghi comuni, intonacato con radicalismi ambientalisti e fuori piombo. Guardiamo alla Francia».

Cosa ha fatto?

«Nel 2001 la Francia ha vinto l'appalto per realizzare l'Airbus. La produzione doveva essere trasferita da Tolosa a Marsiglia, 250 Km, con trasporti eccezionali. Il premier Jospin ha fatto un decreto per l'abbattimento di alberi, linee elettriche e tutto ciò che serviva per fare passare i tir... la grandeur della Francia».

E veniamo al Nordest. Quali sono le opere in lista?

«La relazione 2005 della Corte dei Conti dice che tra gli interventi varati dal Cipe, il Lazio è al primo posto col 17,69\%, seguito dal Veneto con il 14,67\%. Poi, tra le opera effettivamente finanziate, al primo posto c'é la Lombardia col 25,56\%, il Veneto è al quinto posto col 9,45\%. Poi, tra le opere veramente cantierate, spetta al Veneto il primo posto col 52,35\%...».

C'è un bel po' di sbilancio tra le opere varate dal Cipe (14,67\%), quelle effettivamente finanziate (9,45\%) e le cantierate (52,35\%)?

«Gli interventi davanti al Cipe sono di due tipi: quelli completi, che comportano l'approvazione tecnico-finanziaria; quelli di natura solo tecnica. Comunque, si può dire, senza essere smentiti, che in Veneto si stanno facendo lavori per 2,1 mil iardi di euro...».

Nome e cognome.

«Il Passante di Mestre, l'alta capacità Padova-Mestre, i tre lotti della Valdastico Sud, il modulo sperimentale elettromeccanico, la prima fase del metrò regionale, il primo lotto della A-28 Conegliano-Sacil e...».

A quanto il secondo, tanto contestato, lotto della A-28?

«Entro i primi mesi del 2006 si possano consegnare i lavori».

Altri progetti?

«Tra le opere varate dal Cipe, finanziate e cantierabil i nel biennio 2006-2007, ci sono la continuazione del Mose, gli altri lotti della Valdastico Sud, il restyling delle stazioni di Venezia-Mestre-Verona, e il secondo lotto della A-28, la terza corsia dalla A-4 Venezia-Trieste col raccordo di Villesse-Gorizia, le opere complementari al Passante, la Pedemontana e il tunnel pil ota del Brennero. Totale: 4,8 mil iardi».

La terza corsia per Trieste?

C'é il Friuli che sta cercando in tutti i modi per frenarne la realizzazione.

«Il Cipe ha approvato tutto il progetto preliminare; il tracciato è stato diviso in quattro lotti, il primo dei quali, 22 Km da Mestre a Quarto D'Altino può essere cantierato entro il prossimo anno».

Poi ci sono le infrastrutture già approvate dal Cipe e in parte cofinanziate dalla Ue o in progetto di finanza.

«Come la piattaforma logistica del porto di Trieste, la parte italiana del tunnel del Brennero, il collegamento ferroviario con l'aeroporto di Venezia, la Nuova Romea. Totale: 6,6 mil iardi».

Ma altre ne mancano all'appello, importanti per il Nordest.

«Che il governo ha inserito nel prossimo Dpef: la metropolitana lagunare di Venezia, le complanari della A-4 tra Padova e Brescia (tutte in autofinanziamento delle società autostradali), la Valdastico Sud, il collegamento A-27/A-28 da Cortina a Tolmezzo, il collegamento A-27 Valbelluna con la statale 47 della Valsugana».

Un bella girandola di progetti e finanziamenti.

«È tutto il lavoro avviato nel Nordest; i dati sono inconfutabili. Ora bisogna continuare».

Fuori di metafora, con un ragionamento più concreto il "nostro muro di Berlino" l'abbiamo ad Est, dove Slovenia e Croazia paiono per nulla interessate, attirate di più dai Paesi forti del centro Europa, a darci una mano per il Corridoio V Lione-Kiev.
«Verso Ovest si stanno vivendo i fatti della Valle di Susa; verso Est ci sono i defatiganti accordi intergovernativi che procedono a rilento. A questo punto è l'Europa che deve svegliarsi, visto che è stata Bruxelles ad avere scelto i 30 progetti prioritari, tra i quali c'è il nostro Corridoio V».

Cosa deve fare l'Ue?

«Farsi carico di non solo cofinanziare le opere di valico tra gli Stati, ma anche rivedere l'impostazione della definizione dei fondi magari rinunciando per 4-5 anni di assegnare finanziamenti ad altri settori, come l'agricoltura e assegnarle alle infrastrutture».

Si farà tanti amici nei campi.

«Guardi che le strade servono per lo sviluppo, e inoltre si abbatte l'inquinamento, per velocizzare e decongestionare il traffico. Ma lo sa che che in Europa gli incidenti legati al traffico, con i dati del 2000, hanno causato 41mil a morti e 1.700.000 feriti, e nel 2005 le cifre sono lievitate a 50mil a e a 2 mil ioni?
Lo sa che la mobilità media/giorno è passata da 17 Km del 1970 ai 40 Km di quest'anno?
E lo sa che nel 2004 è stato stimato che, in tutta Italia, per le code in autostrada il tempo perso/sprecato è stato pari a 30 euro all'ora?
E ancora: in un anno c'è stata una perdita complessiva, in tutta Italia, di circa 900 mil ioni di euro? Una cifra più alta del costo del Passante di Mestre...».

20/11/05

2 Comments:

Anonymous Camelot Destra Ideale said...

L'assenza di infrastrutture è davvero un cancro per il nostro Paese...pensare di poterci sviluppare economicamente senza investire in infrastrutture è una follia in termini....ottimo il post su Prodi che hai scritto più sotto.....a presto

11:23 AM  
Blogger Tudap said...

Grazie.
Ovviamnete concordo con te.
Mi domando perche´non lo facciano anche la maggior parte degli italiani, e in particolare gli imprenditori?

7:52 AM  

Posta un commento

Links to this post:

Crea un link

<< Home