lunedì, gennaio 30, 2006

E´ora di ingaggiare una guerra culturale contro l´egemonia della sinistra

Qualche tempo fa Francesco Verderami critico´sulle colonne del Corriere Silvio Berlusconi per non essersi in tanti anni mai impegnato a costruire una casa comune degli intellettuali che non sono di sinistra. E´ l´accusa che molti - a partire da Giuliano Ferrara - rivolgono al Premier, il fatto di non aver voluto né saputo ingaggiare una guerra culturale con lo schieramento avverso, mentre in America i neo-con hanno costruito un fortilizio del pensiero attorno a George W. Bush con periodici, fondazioni e think tank.
C`e´ attorno a lui una macchina culturale guidata da Marcello Dell’Utri con la Biblioteca del Senato, a cui collabora un professore di chiara fama come Carlo Carena. C’è un settimanale come il Domenicale. E c’è la collana di classici pubblicati a tiratura limitata dalla Silvio Berlusconi editore. Ma si avverte che è un mondo a parte.
La prima domanda che mi viene in mente e´ perche´?
Non era proprio Berlusconi a sostenere che "entrando in settori legati a vecchie consuetudini, chi sa innovare, chi sa domandarsi perché si deve fare sempre nello stesso modo, può inventare nuove soluzioni e conseguire grandi risultati"?
Allora perche´non la ingaggia seriamente questa battaglia contro l´egemonia culturale della Sinistra, magari proprio partendo dalla costruzione di una grande casa comune degli intellettuali non di sinistra?
Non mi si venga a dire che ormai e´troppo tardi, perche ´la risposta, quasi scontata, sarebbe "meglio tardi che mai!"
Quello che posso, augurarami e´che i prossimi 5 anni (sia che si vincano, sia che si perdano le elezioni di Aprile) siano dedicati a combattere l´egemonia culturale della sinistra.
Si evitino quindi di fare i tiri fatti da Giuliano Urbani che ha piazzato in posti chiave intellettuali di sinistra!

2 Comments:

Blogger teocon said...

Concordo! Ma non credo sia colpa solo di Berlusconi.
E' la mentalità di una classe politica che dovrebbe cambiare. La DC ha governato per 50 anni, ha tenuto le redini del potere, mentre il cuore della società si spostava a sinistra: è la cosiddetta rivoluzione progressiva teorizzata da Gramsci, se non puoi fare la rivoluzione, occupa i gangli della società, e con il tempo, anche in democrazia, si realizzerà il comunismo!
In America è accaduto qualcosa di simile, e dopo diversi decenni, già dal dopoguerra, e soprattutto a seguito la sconfitta per le presidenziali di Goldwater, il cuore degli USA si è spostato su posizioni conservatrici. Bush II° né è la prova.

In Italia? Beh, la CdL è stata una novità, ma questa novità necessita di consolidare le proprie ragioni. Come? Con una battaglia culturale! Ma i primi a capirlo dovrebbero essere i politici, pena essere delle meteore!

9:23 AM  
Anonymous Anonimo said...

Solo con Fini si vince. Fini è la vera Destra, Berlusca è solo un imprenditore furbetto che s'è dato alla politica per salvare la "roba":

http://www.blogs4fini.splinder.com/

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2:00 PM  

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