martedì, gennaio 17, 2006

Laici-liberali di centro-destra alzatevi e confrontatevi!

Prendiamone atto, il futuro del cento-destra e´ il partito unico dei moderati, un nuovo soggetto politico frutto dell´incontro di 4 grandi aree: il Cattolicesimo Liberale e Popolare, l´Umanesimo Laico Riformiata, Liberale e Repubblicano, il Liberal-Socialismo, la cultura della Destra moderna ed europea. Esso dovrebbe nascere dall´incontro di Forza Italia, Alleanza Nazionale, UDC, PRI, PLI, Nuovo PSI, Riformatori Liberali e Giovane Italia.
Vi e´ovviamente un rischio, e cioe´che questo partito invece di essere un´innovazione sia una brutta copia di una cosa vecchia e che a noi non piace affatto: la DC (adesso la chiamano il PPE ma e´praticamente la stessa cosa).

Molti in realta´gia si lamentano del fatto che Forza Italia si sia allineata troppo al PPE (chiedete a Cecchi Paone come si e´trovato all´europarlamento), che i liberali vengono perennemente messi in secondo piano, al contrario di ex socialisti ed ex democristiani che invece il Partito lo hanno colonizzato.
Alcuni si lamentano anche di come si sia sviluppato il pensiero all´interno di Liberal, la rivista e la fondazione molto vicina a Forza Italia diretta Adornato e Foa (come tutti sanno due intellettuali storicamente liberali) che si propugna di unire laici e cattolici nell´insegna del liberalismo (infatti tutti hanno visto come e´andata a finire con il referendum sulla procreazione assistita e come si pone FI all´interno del dibattito sui PACS. Su questi temi viene lasciata al singolo parlamentare di FI la liberta´di votare come gli pare? sara´, ma io nei dibattiti televisivi ho visto parlare solo esponenti cattolici di FI e mai quelli laici. Cosa dovrei pensare?).
Questo per quanto riguarda i temi etici, molto altro vi sarebbe pero´anche da dire anche su temi economici e sul troppo socialismo presente all´interno non solo della CdL ma addirittura all´interno del partito che ha fatto della sua bandiera il liberalismo, cioe´FI.

Invece di lamentarsi i laici-liberali di centro destra su questi temi dovrebbero fornire risposte alternative, e farlo con stumenti adeguati.
Bisogna prendere esempio dai filo Ratzingeriani Pera, con la sua potente Fondazione Magna Carta, e Ferrara con il suo Foglio (il bello e´che i due non si piacciono anche se poi su quasi tutto la pensano allo stesso modo); dai Socialisti Brunetta, Cicchitto, Sacconi & Co. con la loro Fondazione Free.
Ai laici-liberali non piace come si e´evoluta la situazione sia sui temi etici che su quelli economici ( vedi Index of Economic Freedom) all´interno della CdL e soprattutto all´interno di Forza Italia? Bene, e´tempo di dire la propria, di farlo con serenita´e usando la ragione (senza urlare e bere pipí, come invece faceva qualcuno). E´tempo insomma di CONFRONTARSI!

Ecco come la penso io: dovrebbe essere creato un grande think-tank (lo strumento adeguato di cui parlavo) che possa essere il riferimento per i laici-liberali di centro-destra. Una Fondazione che non sia il centro studi di un partito o di una coalizione, ma che comunque non tema di “compromettersi” con la politica, di prendere posizione e di schierarsi.
A capo di questo think-tank dovrebbe esserci una personalita´di spicco del mondo liberale italiano, un politico rodato che sia allo stesso tempo anche un "tecnico", una personalita´che abbia conoscenze in piu´campi e che le sue capacita´siano riconosciute a livello internazionale.
Lo sguardo non puo´che cadere sul On. Prof. Antonio Martino (per il curriculum si veda http://www.italyemb.org/Martino.htm ) esperto di economia e di politca estera.

Il sopradetto think-tank dovrebbe finanziare, con borse di studio e sovvenzioni individuali, giovani ricercatori che producano papers, documenti, dossier, libri, progetti e idee nuove e alternative, organizzino convegni, corsi e seminari.

Esso potrebbe essere strutturato in gruppi di studio che si concentrino in 4 importanti aree tematiche:
- Riforme Istituzionali
- Relazioni Internazionali
- Economia, Finanza e Welfare
- Istruzione, Università e Ricerca

Consigliabile sarebbe l´istituzione di alcuni Osservatori, io ne suggerisco 6:
- Geopolitica
- Energia e Ambiente
- Infrastrutture
- Privatizzazioni e Deregulation
- Federalismo
- Bioetica

Importante sarebbe la pubblicazione di una rivista bimestrale all´interno della quale elaborale e per mezzo della quale diffondere un pensiero moderno dei laici-liberali di centro destra. Una rivista, dotata di un autorevole e internazionale comitato sceitifico, con la quale confrontarsi con altre idee presenti sia dentro che fuori alla CdL.
Prendendo spunto dalla Fondazione Liberal o meglio ancora dalla rivista Limes (visto che la Fondazione Liberal, volenti o nolenti, e´il think-tank di un partito) attorno alla sopradetta rivista potrebbero nascere dei Club sparsi per il territorio nazionale. Questi Club non verrebbero creati dal nulla perche´per lo piu´potrebbero essere costituiti anche aggregando le numerose associazioni, circoli e club laici-liberali non di sinistra gia presenti in Italia ma tra loro per nulla coordinati.

Se questo Think-Tank e´lo strumento adeguato (anche) per confrontarsi con istituzioni come Magna Carta, Liberal, Free... , non lo e´se ci si vuole confrontare con quotidiani come Il Foglio e Il Riformista. Per questi e´invece adatto L´Opinione, il problema e´che tra i primi due e il terzo non cé´paragone (soprattutto per quanto riguarda la tiratura). Esso andrebbe quindi fortemente potenziato.

Avevo iniziato questo post parlando di Partito Unico, e´evidente che al suo interno su determinati argomenti non tutti la penseranno allo stesso modo. In una situazione come questa il rischio che i laici-liberali vengano messi ancor piu´in secondo piano di quanto gia´avvenga attualmente in F.I. e´alto. Inutile sottolineare quanto questo think-tank (con la sua rivista e i suoi club) e l´Opinione (potenziata) possano fare affiche´ le istanze laiche-liberali possano avere la meglio su altre provenienti da altre correnti di pensiero (socialiste, stataliste, cattoliche...) presenti all´interno del Partito Unico.

9 Comments:

Anonymous lele said...

cosa dire...il paritto unico della cdl non è non sarà lam ia casa politica. questo soggeto sarà la vecchia mobydick(Balena Bianca-Dc)

ovviamente ai laici riformisti non piace sto coso (ovviamente radicatro nel Ppe) al ke sarà naturale bilanciarlo con un progetto laico riformista come l'elder in europa, ecco questo sarà la mia casa politica, sarà ciò ke volgio votare!

3:40 AM  
Anonymous Lele said...

no al partito unico della CdL!

questo deve essere afficnacato da un gruppo laico riformista come in europa esite l'alder così in tialai nelal prima repubblica vi erano Pli, pri, psi e psdi!

3:41 AM  
Anonymous Gionata Pacor said...

Per sbagliate a citare l'ELDR come modello da imitare: l'ELDR è un gruppo parlamentare formato da rappresentanti di diversi partiti, ognuno dei quali persegue degli interessi nazionali.

Una cosa è dire che "la mia casa politica" sarà "un progetto laico riformista come l'ELDR in Europa". Un'altra cosa è dire (come sostengo io): la mia casa politica sarà l'ELDR! Non siamo forse in Europa?

In un'Europa in cui si decide sempre di più a Bruxelles, stiamo tutti ancora a fare politica nazionale. Bisogna invece entrare nell'ELDR e fare in modo che questo diventi il Partito Liberale Europeo.

Ciao,
Gionata

6:09 AM  
Anonymous galgano palaferri said...

Condivido in pieno. alla fine la troppa rissosità tra Liberali, fa il giuoco dei nostri avversari interni: socialisti riformisti, cattolici popolari e destra conservatrice. col risultato che tutti o quasi si definiscono liberali ma di politiche autenticamente liberali in Italia quasi non c'è traccia. e col risultato che noi Liberali storici, per la nostra miopia, alle prossime elezioni saremo forse gli unici a non trovare sulle schede elettorali il nostro simbolo. quindi non è solo un problema di "confrontarsi" ma è anche un problema di ri-aggregarci sotto un'unica bandiera. è ora che i "liberali della diaspora" tornino tutti sotto un'unico tetto per tornare finalmente a dire e fare qualcosa di liberale. e possibilmente far questo ora, perchè forse, in caso contrario non avremo un domani.

Galgano PALAFERRI
Presidente Nazionale
Unione per le Libertà
Rete dei Presidi per l'Italia Libera(le)

10:14 AM  
Anonymous Marco Cerruti said...

Concordo in pieno con il contenuto dell'articolo, ma se il partito unico ipotizzato dovrà comprendere cattolici popolari e socialisti ritengo che non porterà alcuna cultura liberale e perpetuerà l'attuale impossibilità di FI e della CDL di attuare politiche liberali.
Socialisti e popolari nel centro destra ci stanno come i cavoli a merenda e stanno lì perchè non vanno d'accordo con alcuni dei partiti di centro sinistra per rancori ormai antichi e mai sanati. In questo ragionamento l'unico loro scopo è quello di prendere stipendi istituzionali ed essere perenni palle al piede della coalizione per le riforme a noi care, a causa delle loro idee contrastanti. Ormai di queste "piccole" convenienze (non solo da parte dei due soggetti citati) ne abbiamo le tasche piene!
Ritengo auspicabile che i liberali si ritrovino in un unico soggetto politico, come anche che abbiano un Think Tank ed un giornale di riferimento che li possa rappresentare; il partito però deve essere un organismo moderno e dinamico (e Riformatori Liberali ne ha tutte le potenzialità) e bisognerebbe contattare e, in accordo con quanto già scritto da altri, interessare le diverse associazioni liberali già presenti sul territorio cercando di far confluire il dibattito in un unico grande e riconosciuto soggetto.

3:52 AM  
Blogger Tudap said...

Anche nella mailing list di Della Vedova 2006 qualcuno proponeva di fare un´po´di campagna acquisti (modello Mastella) per rinvigorire le fila dei RL. Tra i nomi girava naturalmente anche quello del Semplicemente Liberale Antonio Martino. Io pero´sono di parere diverso: FI e´un partito rodato con una sua struttura e un nome conosciuto da tutti (i RL ancora no), se noi togliamo i veri liberali da FI, il partito verra´lasciato in mano ai socilaistie ai cattolici. Il processo invece dovrebbe essere diverso, bisognerebbe riuscire a far tornare FI come ne ´94. I liberali (quelli veri) devono dornare in primo piano!

Quando venne fondato RL scrissi una mail ha un politico con responsabilita´nella regione Veneto per farlo partecipe dell´avvenimento ,la scrissi a lui perche´sapevo (anche se non lo conoscevo di persona)che e´uno dei pochi veri liberali presenti in Veneto. Gli chiesi anche perche´non aprisse un blog.

Lui mi rispose cosi´:

"Caro Liberale,
grazie per il "vero" : lo sono nel midollo e a volte non è facile per
chi, come il sottoscritto,ha deciso di dare una mano a F.I. e non lasciarla definitivamente in mano ai clericali vestiti o no da preti che siano. Ripeto che non è facile e il dibattito (con diaspora veneta all'interno di F.I.) ne è la prova ! Ho molti cari amici , ovviamente, tra i
radicali : Gianfranco Dell'Alba (giovane eurodeputato fino alla scorsa
legislatura) è uno di quelli a me più vicino.

Contatterò i Riformatori/Della Vedova; per il blog, non so se ne sono
capace e se ce la faccio come tempo. Mi piacerebbe però , continuare a
stare nel dibattito. Credo che serviamo , tutti noi, a questa Società."

4:57 AM  
Blogger Nico Valerio said...

Sarebbe un bel discorso, ma tu lo fai un po' confuso, generico, vago, ambiguo. Vuoi fare un tripartito. Assurdo: c'è già, si chiama FI. E non funziona. Sia il tuo che FI sono 2 trucchi per strumentalizzare i liberali e farli comandare dai perdenti della storia: i cattolici. No.
Noi liberali l'abbiamo affrontato tante volte, anche quelli di noi che azzerando il virtuale e dormiente PLI (v. il mio articolo che uscirà domani giovedi 19 sull'Opinione) vorrebbero una grande rifondazione liberale.
Ma l'errore grande come una casa è voler mettere dentro tutti: socialisti, cattolici ecc.
Che c'entrano? Sono culture diversissime e contrapposte.
Non può esistere il liberal-socialismo, come il cattolicesimo liberale. La storia e la cronaca di questi giorni lo dimostra.
E poi lo dici tu stesso quando fai l'esempio di FI dove i liberali sono censurati.
Sarebbero censurati anche nel soggetto tripartito che dici tu, che altro non sarebbe che una replica di FI. I liberali sono i vincitori e devono essere i leader.
Sintesi finale: il liberalismo, essendo l'unica dottrina politica che ha vinto nel mondo, ed essendo il più ampio e diffuso, ha diritto ad un partito tutto per sé.

Tu arrivi adesso, e con idee ancora molto imprecise e confuse: noi ne discutiamo ormai nei particolari da 5 anni
(Stati Generali liberali).

Da 2 anni la rifondazione e riunione di tutti i liberali è l'oggetto dalla Newsletter "Salon Voltaire" (da un mese ha anche un sito-blog):
http://salon-voltaire.blogspot.com/

12:39 PM  
Blogger Nico Valerio said...

E poi - dimenticavo - che significa chiamarsi aprioristicamente di centro-destra e volerci mettere dentro i socialisti? Ma, dico...
quanto avevi in Scienze politiche?
E sempre per parlare dell'ABC delle idee. sei proprio sicuro che tutte le idee sio debbano adattare a questa bipartizione fasulla italiana?
E il liberalismo secondo te è proprio solo e sempre di centro-destra? Anche quando qualcuno non vuole riconoscere i diritti di libertà?
E' come per i radicali: in quei casi i radicali e i liberali "sembrano" e forse sono di sinistra.
Ma io ho capito: tu pensi alle elezioni politiche qui e ora, io invece penso al futuro.
I liberali sono qualche volta di destra e qualche volta di sinistra.
Perciò dovrebbero essere l'unico vero terzo polo. Il bipolarismo è alla fine.

12:51 PM  
Blogger Tudap said...

Caro Nico Valerio:
a) scusa se esisto
b) scusa se non studio a Scienze Politiche
d) devo dire che "voi liberali" avete fatto grandi cose in questi 5 anni (ti rimando alla risposta di Galgano Palaferri)
d) Ben venuto nel bipolarismo (io personalmete sono a favore del bipolarsismo all´americana)
e) Ti invito a leggere l´articolo di Semplicemente Liberale intitolato "Se il liberalismo e´dello skipper e del guru" (http://www.bloggers.it/semplicementeliberale/index.cfm?blogaction=permalink&id=DD2FED92-C961-2F2D-01B6A99703A6D3EC#comments)

4:33 AM  

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