venerdì, febbraio 10, 2006

Basovizza = Auschwitz

Solo una volta mi capito´di vedere un pezzo di filmato in bianco e nero (di cui non ricordo un gran che) in cui alcuni soldati italiani tiravano su dalle foibe i resti dei cadaveri orami quasi putrefatti di quei poveri italiani che erano stati gettati nelle fosse carsiche.
Mi capito di vederne solo un pezzo e solo una volta.
Ne rimasi sconvolto come si rimane spesso sconvolti dai numerosi filmati di ebrei nei campi di concentramento nazisti. Di questi ultimi se ne vedono parecchi (anche se evidentemente non abbastanza visto l´antisemitismo tutt´ora presente anche in Italia), ma dei primi se ne vedono pochi e comunque quei pochi che si vedono vengono mandati in onda solo da pochi anni e soltanto in occasioni come questa, dove, grazie ad un governo di centro-destra (si sono dovuti aspettare 50 anni!!!) e´stato istituito il giorno del ricordo.
Di questi 50 anni di silenzio una enorme responsabilita´ce l´ha avuta una categoria, quella degli Storici. Intellettuali (cosi´fanno credere di essere) che hanno tranquillamente mistificato la realta´storica come se nulla fosse. Lo hanno fatto non solo eliminando intere pagine di storia da libri di testo di medie, licei e universita´, ma addirittura talvolta invertendo direttamente i ruoli: mi e´capitato di leggere (Bruno Vespa - Storia d´Italia da Mussolini a Berlusconi) che vi e´stato chi ha addirittura scritto che erano i fascisti a buttare nelle foibe gli antifascisti invece che i comunisti a buttare gli italiani (ma non solo) per il solo fatto di non aderire all´ideologia comunista.
Il modo in cui veniva commessa questa carneficina lo descrive bene Librerali per Israele nel suo post odierno intitolato "Foibe una tragedia da non dimenticare": Questi, con le mani straziate dal filo di ferro e spesso avvinti fra loro a catena, venivano sospinti a gruppi verso l'orlo dell'abisso. Una scarica di mitra ai primi faceva precipitare tutti nel baratro. Sul fondo chi non trovava morte istantanea dopo un volo di 200 metri, continuava ad agonizzare tra gli spasmi delle ferite e le lacerazioni riportate nella caduta tra gli spuntoni di roccia. Molte vittime erano prima spogliate e seviziate.
Vengono i brividi solo a rileggerlo! I Titini poverini non si degnavano neanche di sprecare una pallottola per ciascuna persona, ragalandogli quindi una morte istantanea e indolore. No, quei cani, morti di fame senza cuore, per risparmiare uccidevano solo il primo che poi cadendo nella foiba si portava con se anche gli altri (ancora vivi) che a lui erano legati con un filo di ferro. Raccapricciante e´dir poco!
Come dicevo prima gli storici hanno taciuto per numerosi anni (certo ci sono state rarissime eccezioni) e ora magari iniziano a scrivere qualcosetta, giustificano la categoria dicendo che le circostanze particolari del tempo hanno impedito che venisse fatta luce su questi fatti storici.... tutte stronzate!!! prendetevi le vostre responsabilita´, perche´la colpa di questi 50 anni di silenzio e´soprattutto vostra!
Quello che vorrei e´che ai morti nelle foibe e nei gulag sovietici venisse data la stessa dignita´e attenzione che viene riservata agli ebrei morti nei campi di concentramento nazisti. Mi domando e´forse chiedere troppo!

1 Comments:

Anonymous Anonimo said...

il commento in questione è assolutamente parziale e volutamente fazioso; il vero dramma della Venezia Giulia ha riguardato l'incapacità del regno d'Italia dopo il 1918 ed il fascismo piu tardi nel gestire la presenza di diverse componenti etniche di questa regione. punto e stop. certamente gli italiani del di quella regione hanno vissuto una immane tragedia ma, ignorare il contesto storico di quel periodo e le responsabilità (soprattutto del fascismo) rende totalmente insostenibili alcune argomentazioni contenute nel vostro commento. Inoltre utilizzare il dibattito storiografico per fini elettorali non rende giustizia a quelle migliaia di nostri connazionali che hanno vissuto quel dramma nel dopoguerra.
I documenti storici oltrettutto sono assolutamente disponibili per chi li vuol leggere.
Per chi come il sottoscritto è nato in quelle zone, consiglio vivamente a chi ha pretese di spiegare questa controversa pagina di storia un approfondito viaggio, di qua e di la del confine per comprendere quel territorio.
Ogni altra parola è avanspettacolo

6:20 AM  

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