mercoledì, marzo 29, 2006

Neo Lib, alcune osservazioni

Sembrerebbero esserci due proposte una gia' esistente da tempo al quale Lele Tardini e' molto affezionato, che e' quella della costituzione di una casa laica e un'altra, che e' quella di Jinzo, dei Neo lib.

A mio parere bisogna fare un passo alla volta sviluppando il progetto per stadi:
Una certa unione sembrerebbe gia' esserci stata tra Pli e Destra Liberale - Liberali per l'Italia. Ora bisogna fare dialogare, anche tramite l'interposizione di Diaconale e il suo quotidiano, questi e i salmoni.
Se si riesce a costruire qualcosa (da quanto ho capito l'obbiettivo e' una federazione) si puo' proseguire e cercare di costruire un progetto coinvolgendo anche quelli del Pri e i socialisti riformisti della CdL. Proporrei cmq di cercare un contatto prima con Giovane Italia che con il Nuovo Psi, visto che, per esempio, tra questi e alcuni membri della dirigenza dei RL vi e' gia' stata una collaborazione per la costituzione del Comitato per la difesa della legge Biagi.
Ricordiamoci che bisogna tutti prima fare un piccolo passo indietro se vogliamo farne uno grande avanti. Guardiamo ai progetti ed ai valori che ci accomunano.
Cmq si e' parlato anche di partito unico nella discussione per la costituzione di neo-lib. dal momento che quello del Partito Unico sembrerebbe essere un processo inreversibile al quale cmq sia il Pli che i RL hanno intenzione di aderire. Tanto vale parteciparvi attivamente facendo sentire forte la nostra voce e la nostra idea di partito unico (che vuole essere cosa diversa dalla vecchia DC, come invece la vorrebbero Formigoni & Co.!)
Vogliamo insomma creare al suo interno (sto parlando guardando al futuro, al partito unico) una seria corrente laica liberale , al capo della quale potrebbe starci anche Martino. Ma queste peculiarita' si guarderanno piu' avanti.

lunedì, marzo 27, 2006

Martino vota Radicale (della CdL)

Intervista del: 31 marzo 2006
La Stampa

Martino Il Ministro della Difesa: «Se fosse nel centrodestra voterei per la rosa nel pugno. Ma non capisco come possa stare con Diliberto» Mattia Feltri

D - Onorevole Martino, Berlusconi l'ha imbarazzata con la storia dei cinesi bolliti?
R - «I cinesi sono suscettibili - risponde il Ministro della Difesa - e lui si riferiva al passato. Piuttosto, a proposito di Cina, non sono d'accordo con Tremonti».
D - Il protezionismo, vero?
R - «Già, è un antico errore. Dobbiamo capire che la Cina alla fine sarà una grande opportunità. Nel 2050 il reddito pro capite di un cittadino cinese sarà un quarto di quello di un cittadino americano. Il che significa che l'economia cinese varrà due o tre volte quella americana. E chi darà loro i beni di consumo e le azioni per il risparmio? Noi, ovvio. I dazi non servono. Non dobbiamo difenderci dalla Cina, ma con la Cina competere».
D - Lei è critico anche sulla politica fiscale?
R - «Parto da un punto di vista diverso. Le tasse avremmo dovuto abbassarle drasticamente e subito. Avremmo dovuto affrontare difficoltà transitorie, ma i benefici sarebbero stati enormi. Specialmente andavano ridotte le aliquote più alte non per fare un favore ai ricchi, ma per farlo ai poveri. Perché già Kennedy e Reagan dimostrarono che se si abbassano le aliquote, i ricchi pagano più tasse. Quanto alla spesa sociale, è addirittura aumentata, e invece andava razionalizzata».
D - Intanto la crescita economica è a zero.
R - «Colpa dell'euro. L'errore è stato di stabilire arbitrariamente che la moneta valeva 1936,27 lire, e che questo sarebbe stato il suo valore in eterno. Invece i fatti dimostrano che oggi un euro vale si e no mille lire. Inoltre, nel 2002 un euro valeva 0,85 dollari. Oggi 1,2 dollari. Vuol dire che un prodotto italiano che quattro anni fa a New York costava 85 dollari, oggi ne costa 120».
D - D'accordo, ma oggi...
R - «Oggi l'Italia è comunque messa meglio di altri. L'ultimo numero dell'Economist spiega che i disoccupati da noi sono meno che in Francia e in Germania».
D - Che pensa della campagna elettorale di Berlusconi?
R - «Ottima. A Vicenza, poi, è stato straordinario, bravissimo».
D - Perché, che opinione ha di Confidustria?
R - «Che, come i sindacati, non dovrebbe andare al di là della normale rappresentanza. Non dovrebbe cercare la concertazione. Montezemolo, come Epifani, non è stato eletto da nessuno. E le leggi le fanno gli eletti, cioè il Parlamento».
D - Passiamo alla politica estera. L'Italia ha dato ospitalità all'afghano condannato per apostasia. Ma l'episodio dimostra che in Afghanistan i cristiani continuano a finire alla forca. Che democrazia abbiamo esportato?
R - «Nessuno può ragionevolmente pensare che l'Afghanistan in quattro anni diventasse la Svizzera. Noi dovevamo avviare un processo e le elezioni, cui sono state ammesse le donne, lo dimostrano. Certo, la legge coranica è ancora alla base della Costituzione, ma non potevamo non tenere conto della storia dell'Afghanistan».
D - Insisto: la legge dice che essere cristiani è un crimine da punire con la morte.
R - «Insisto: sono stati fatti passi avanti. Infatti Rahman l'abbiamo salvato. In altri Paesi l'avrebbero ucciso e noi nemmeno l'avremmo saputo».
D - Però parliamo di una democrazia che porta Hamas al governo in Palestina.
R - «La democrazia non è un'eccentricità occidentale, ma un'aspirazione universale, infatti dove si può votare la gente va a votare. Quanto ad Hamas, era un movimento terrorista e antiebraico anche prima. Ora non credo che potrà accentuare queste sue caratteristiche, anzi».
D - Qual è la situazione nel mondo islamico? Dopo vignette e magliette si direbbe pessima.
R - «Per niente. Credete davvero che nei Paesi islamici leggano la stampa danese? Qualcuno voleva infiammare le genti musulmane, pensava di portarle alla rivolta contro l'occidente, ma non ci è riuscito».
D - Quanto è probabile oggi una guerra con l'Iran?
R - «Nell'immediato, poco. Abbiamo tempo per percorrere tutte le strade e capire che carte ha in mano Ahmadinejad. Se bluffa o no. Se cede, come ha ceduto la Corea del Nord. O se invece intende davvero ricorrere al nucleare per cancellare Israele. In tal caso, la vedo molto male».
D - Lei è un liberale e un laico. Come si trova in coalizione con orgogliosi e battaglieri cattolici come Buttiglione o Giovanardi?
R - «Bene. Con loro condivido molte idee. Poi ci sono opinioni diverse, ma è un bene: se due la pensano allo stesso modo su tutto, uno dei due è superfluo».
D - Però Giovanardi ha dato dei nazisti agli olandesi.
R - «Sì, lui usa spesso toni così radicali. Non ce n'era bisogno, ma nella sostanza non ha tutti i torti. Mi pare d'aver capito che in Olanda si può applicare l'eutanasia anche ai bambini che non sono condannati a morte, ma a una vita di non buona qualità. Questo non posso condividerlo».
D - Lei si troverebbe bene con la Rosa nel Pugno?
R - «Assolutamente sì. Se stesse a destra, però. Perché non capisco come i miei amici radicali possano andare d'accordo con Bertinotti e Diliberto sulla politica estera e l'economia».
D - Sulla bioetica e il Concordato lei che posizioni ha?
R - «Ho votato quattro sì ai referendum e avrei voluto che la legge fosse abrogabile in toto. La cancellazione del Concordato non mi pare assolutamente una priorità».

Attenzione CdL, Prodi ha un asso nella manica!

Ogni giorno che passa sono sempre più numerose le persone che si rendono conto dell'altissimo rischio di instabilità presente in un ipotetico futuro governo di centro-sinistra. Addirittura un ascoltatore di Radio Anch'io si e' preso pure del matto da Prodi per aver osato porre questo dubbio. Ma bastava guardarsi il dibattito tra Fini e Fassino da Vespa per capire che, come ha spesso sottolineato il leader di AN nel corso della trasmissione, esistono due sinistre (secondo me anche di piu') che in moltissimi temi non solo la pensano diversamente ma addirittura all'opposto. E' quindi lecito domandarsi se una coalizione tanto diversa al suo interno (Mastella, Pannella, Caruso, Diliberto, Fisichella, Luxuria, Dalema - che non c'è ?- Di Pietro...) possa pensare di governare avendo come unico collante l'anti-berlusconianismo.
Molti politici della CdL stanno facendo leva su questo fattore per disuadere gli elettore dal votare Unione, ma, ed e' per questo che sto scrivendo questo post, non mi sembrerebbe essere una mossa troppo giusta.
Gli voglio mettere in guardia perchè c'è un pericolo che non e' affatto da sottovalutare. Mortadella Prodi, re senza regno della catto-comunista (dis)unione (sovietica), ha un asso nella manica o meglio un arma segreta. Segreta non nel senso che gli altri non sanno che lui ce l'ha, ma segreta nel senso che non tutti hanno la capacita' di usarla. Di allarmi ne ha lanciati anche il Pirata Barba Rossa e parecchi ma in realtà nessuno e' mai riuscito a fare 2 + 2 e capire il reale pericolo in cui il centro-destra si sta mettendo se continua ad andare avanti con questa storia dell'instabilita' del centro-sinistra.
Come dicevo Morti ha un arma segreta, diciamo pure dei poteri magici, che ha gia' utilizzato in passato e che potrebbe tranquillamente riutilizzare anche in futuro.
Voi vi starete domandando quali, ma chi non ha la memoria corta sa gia'di cosa sto parlando.
Tremate azzurri tremate, perche' Prodi se vuole può ritirare fuori il famigerato PIATTINO e con esso fotterci tutti!
Non gli ci vorra' infatti molto a ricompattare una coalizione così disomegenea quando si verranno a creare dei conflitti interni. E' riuscito a scoprire il covo dove era detenuto Moro, figurarsi cosa gli ci vuole a fare una cagatina del genere.

Ragazzi sono seriamente preocupato... mi sa che siamo fottuti!

Neo-Lib, L'Opinione rilancia l'appello

Domani 28 Marzo dovrebbe essere rilanciato da L'Opinione l'appello fatto da Jinzo un paio di giorni fa per la costituzione di un nuovo soggetto politico momentaneamente denominato Neo-Lib.

Domani leggete L'Opinione!!!

domenica, marzo 26, 2006

Il centro-destra ha bisogno dei neo-lib!

Segnalo una interessantissima iniziativa di Jinzo: un appello per "fondare un partito politico che riunisca la diaspora liberale in un solo soggetto politico, collocato ovviamente nel centro destra, che abbia la capacità di ottenere una buona rappresentanza e visibilità politica, e che possa continuare a lottare in questo modo contro la sinistra più anticapitalista ed antioccidentale d'Europa, senza allo stesso tempo dover rendere conto ai conservatori del proprio operato. Un partito autonomo, ma schierato sempre dalla parte dell'Occidente, e cioè con la destra..."

Io ovviamente adersico

venerdì, marzo 24, 2006

Pro Martino Movement





Pro Martino Movement, e´questo il nome che ho deciso di dare a questa iniziativa (all´inizio si chiamava "Martino in primo piano"). In cosa consiste questa iniziativa?
Antonio Martino e' da molti considerato una personalita' di valore sia a livello Politico che a livello Accademico ed e' penso unanimamente riconosciuto come uno dei pochi Veri Liberali all'interno della CdL. Purtroppo nonostante sia stato tra i fondatori di Forza Italia viene spesso tenuto in secondo piano, cio´ha fatto a molti venire il sospetto che sia oggetto di una specie di complotto all´interno del suo partito: il suo essere laico e liberale e´forse troppo scomodo per un partito ormai in mano ad ex DC ed ex PSI che in Europa si identifica con il PPE !
Se poi andiamo a guardare nei media tradizionali (Televisione, Stampa, Radio...) non lo si vede mai! L'obbiettivo di questa iniziativa e' di fare in modo che cio' non avvenga anche all'interno del web.
L´altro giorno ero su Ventinove Settembre ed era nata una discussione sul come mai al Ministero dell ´Economia ci fosse un protezionista pro spesa pubblica come Tremonti invece che l´alievo di Milton Friedman Antonio Martino e da qui e´nata l´idea di fare un banner. Il problema era che nessuno sapeva farlo, ma per fortuna e arrivato Daw, al quale va tutta la nostra riconoscenza (aspettiamo ansiosi anche quelli sulla flat tax e la separazione delle carriere. ;-)), in nostro soccorso regalandoci questi capolavori.
Taluni potrebbe obbiettare che Martino ha gia´pubblicamente dichiarato che gli farebbe piacere rimanere alla Difesa in un ipotetico nuovo governo Berlusconi, fermo restando che cio´che dice non deve per forza essere cio´che realmente pensa, con questo banner si vuole affermare che la CdL dovrebbe (re)intraprendere una politica realmente liberale.
Per aderire a questa iniziativa basta che mettiate sul vostro blog uno dei banner che vedete qui sopra e magari pubblicate ogni tanto qualche post su Martino.
Bisogna anche prendere in considerazione il fatto primo o poi S.B. andra ´in pensione e ci sara´quindi bisogno di un successore in FI. E´evidente che tra i vari nomi noi vorremmo Martino e questa iniziativa ne e´la dimostrazione.
Dire che vogliamo provare a fare una lobby telematica pro Martino e´forse esagerato, ma comunque il fine non si distaca di molto.
Un ringraziamento va anche fatto a Semplicemente Liberale (un nome di certo non casuale) per aver da sempre fatto conoscere Martino all´interno i TV.

giovedì, marzo 23, 2006

Martino: "Usa con noi per il voto. Annacquata l'identità liberale di FI con compromessi errati"

Con la pubblicazione di questo post metto in pratica la campagna da me lanciata intitolata "Martino in primo piano". Quella che seguira' sara' un' interessante intervista del Messaggero al Ministro della Difesa On. Prof. Antonio Martino. Colgo l'occasione per rilanciare la campagna invitando i bloggers di TV a mettere una foto di Antonio Martino sul proprio blog e magari riprendere qualche sua iniziativa scrivendo qualche post.

6 marzo 2006


Il Messaggero

"Rumsfeld m'ha detto: la vuoi una mano?"

Martino: "Usa con noi per il voto. Annacquata l'identità liberale di FI con compromessi errati"

Carlo Mercuri



ROMA - Sul salvaschermo del suo computer, a Palazzo Baracchini, tiene ferma l'immagine del suo collega Donald Rumsfeld che gli appunta una medaglia sul petto. È orgoglioso, il ministro Martino, di quella onorificenza. "Il Pentagono - dice - l'ha concessa finora soltanto a quattro "civili". Io sono uno dei quattro".



D - Ministro Martino, lei è amico personale di Rumsfeld. Anzi di Don, come lei lo chiama. Che cosa pensano gli americani delle elezioni in Italia?

R - "L'establishment Usa tifa per la Casa delle Libertà. Rumsfeld mi ha detto: "Come posso fare per aiutarti a vincere? Devo dire che siamo d'accordo o che non siamo d'accordo?".

D - Eppure il filo-atlantismo non è un monopolio del centrodestra. Anche a sinistra molti guardano con simpatia agli Usa. Non le risulta?

R - "È un fatto che l'attuale maggioranza di governo ha portato l'atlantismo a un livello che non ha precedenti negli ultimi 60 anni. A sinistra molti si rendono conto che l'Occidente è uno e che l'alleanza Europa-Usa è un valore, ma gran parte dei Ds, a cominciare da D'Alema, sembra non pensarla così. Per non parlare poi degli altri".

D - Lei è stato uno dei fondatori di Forza Italia, nel 1994. Non le pare che l'originario spirito liberale del partito abbia perso un po' di smalto?

R - "È vero. L'ispirazione originaria si è un po' annacquata. Mi rendo conto che governare significa dover fare spesso dei compromessi. Ma il punto è che secondo me questi compromessi sono sbagliati".

D - Dov'è l'errore, ministro?

R - "Il centrodestra ha vinto due volte le elezioni in Italia negli ultimi 40 anni (nel '94 e nel 2001) e tutte e due le volte ha incentrato la propaganda elettorale su un punto preciso e assolutamente liberale: meno Stato e più spazio alla libertà individuale".

D - Oggi non è così?

R - "Oggi la situazione è un po' più complicata. Mi auguro che ci si renda conto che è politicamente utile riscoprire un messaggio chiaramente liberale".

D - Ministro, ha visto il duello Berlusconi-Prodi in tv?

R - "Si, Prodi è riuscito a non dire molto e ad apparire tranquillo. Tra l'altro, ha avuto l'impudenza di affermare che la leva è stata abolita dal governo D'Alema. Invece fu il governo Amato, e non D'Alema, a disciplinare con decreto, entro il 2007, la sospensione della leva. Il centrosinistra l'ha soltanto promessa, noi l'abbiamo fatta".

D - E di Berlusconi che dice?

R - "Berlusconi ha fatto riferimento a fenomeni quantificabili fornendo i dati. Questa è stata la sua forza. Però queste regole tv penalizzano chi ha qualcosa da dire e premiano chi invece non ha niente da dire".

D - "Ministro, potranno votare alle elezioni i novemila militari italiani in missione all'estero?"

R - "Assolutamente si, anche se molta gente ancora non lo sa".

D - È la prima volta che votano i militari all'estero?

R - "Si. È la prima volta che votano. È un fatto epocale".

D - Come avverranno le operazioni di voto?

R - "I militari voteranno qualche giorno prima del 9 aprile nelle sedi delle loro missioni. Le schede verranno consegnate entro il 9 aprile all'Ufficio centrale della Circoscrizione Estero".

D - Ministro Martino, lei è favorevole o contrario all'accorpamento di Sismi e Sisde in un unico Servizio segreto?

R - "Sono radicalmente contrario. Un unico organismo messo nelle mani di un solo ministro significherebbe creare un centro di potere enorme. E il potere è pericoloso quando è accentrato. Il filosofo David Hume disse, nel XVIII secolo: "Quando scrivete una Costituzione, partite dal presupposto che al potere andranno i malvagi". Non perché questo accada necessariamente, ma perché potrebbe accadere".

D - Tra breve si dovrà nominare un nuovo comandante generale dei Carabinieri. Si fanno tanti nomi, una ridda di ipotesi. Come stanno davvero le cose?

R - "C'è uno stillicidio di insinuazioni e cattiverie. È colpa di quanti ritengono di essere autorizzati a parlare su un tema che non è di loro competenza. La decisione sul successore del generale Gottardo verrà presa a Camere sciolte e sarà quindi presa di comune accordo con l'opposizione".

D - Ministro, lei si presenta candidato a Roma, alla Camera, per la prima volta. Se la Casa delle Libertà vincerà le elezioni, lei tornerà a fare il ministro della Difesa?

R - "Intanto sono orgoglioso di essere candidato anche a Roma. E poi vorrei battere il record di Andreotti, che è stato il più longevo ministro della Difesa, e restare qui per altri cinque anni".

mercoledì, marzo 22, 2006

Novita nel sito dei RL. Si veda alla voce "Approfondimenti"

Ci sono novita' nel sito dei Riformatori Liberali - Radicali per le Liberta' (www.riformatoriliberali.org), giusto ieri e' stata infatti creata una nuova sezione intitolata "APPROFONDIMENTI " (nel sito in alto a sinistra) dove potete trovare:
- Referendum sulla riforma della Costituzione: una scelta tra modernizzazione e conservazione.
Le ragioni per il Sì alla riforma con una analisi approfondita del testo della CdL
a cura di Peppino Calderisi
- Lineamenti di una politica per la Giustizia
(Per cominciare)
di Mauro Mellini

Questa sezione ha comunque aperto da un paio di giorni quindi i temi trattati sono ancora pochi, ma e' facile immaginare che nel giro di qualche giorno ne vengano trattati altri. L'obbiettivo sembrerebbe essere quello di riproporre delle analisi in specifici campi che vorrebbero essere oggetto di riforma. E' quindi probabile che compariranno anche approfondimenti riguardanti: mercato del lavoro, scuola, tasse....

Intanto vi invito a gustarvi quelli gia' presenti, e se vi capita nei prossimi giorni torante a visitare questa nuova sezione, perche', come ho gia' detto, e' facile che vi siano delle novita' interessanti.

venerdì, marzo 17, 2006

Il futuro de L`Opinione

Con questo post mi permetto (da profano perche' novello e semplice lettore) di esprimere alcune osservazioni su L'Opinone, in particolare vorrei redigere quelle che definirei le principali battaglie che dovrebbe combattere, negli anni che verranno, il quotidiano laico liberale fondato da Cavour e ora diretto da Arturo Diaconale.
L'Opinione deve diventare il principale punto di riferimento dei laici liberali italiani con una particolare attenzione al centro-destra. A mio modico parere la linea da seguire e' abbastanza semplice:
In primis continuare la battaglia a favore della Laicita' sottolineando come la laicita' abbia ancora le sue ragioni e questo soprattutto per quanto riguarda il centro-destra. Devo essere sicero, sono letteralmente stufo di vedere che gli unici intellettuali laici che vengono presi in considerazione sono quelli che si allineano al Ruini e al Ratzinger pensiero (ogni riferimento a Pera, Ferrara e Adornato e' tutt'altro che casuale) e che chi la pensa diversamente venga accusato di laicismo ed anti-clericalismo. Sarebbe quindi buona cosa se il quotidiano in questione desse ancora piu' spazio agli intellettuali laici (non solo italiani).
Sarebbe interessante se potesse nascere un sereno e magari costruttivo confronto con Il Foglio di Ferrara che ormai sembra essere diventato un inserto dell'Osservatore Romano.
Altra battaglia da portare avanti e' a mio parere quella di contrastare le tendenze centriste e democristiane che aumentano di giorno in giorno e che vengono portate avanti da persone come Follini e Formigoni come da riviste quali Formiche.
Da cotrastare e' anche il troppo statalismo presente in una coalizione il cui Premier ama definirsi liberale, sarebbe a mio parere una buona idea se questo quotidiano chiamasse a collaborare qualcuno dei giovani studiosi dell'Istituto Bruno Leoni.
La posizione de L'Opinione e' un'po' incerta, da un lato vuole essere un quotidiano indipendente, dall'altro sembrerebbe essere un quotidiano di partito, viene poi da domandarsi quale partito (PLI? RL?...).
Si potrebbe a mio parere seguire questa formula: costruire un quotidiano di opinione laico e liberale indipendente, che abbia una particolare attenzione per il centro-destra. Senza voler lasciare soli alcuni partiti di area laica e liberale che vedono L'Opinione un'po' come il proprio quotidiano di partito, si potrebbe riservare ad essi uno spazio: In particolare potrebbero essere create due rubriche ed affidarne una al PLI e l'altra ai Riformatori Liberali.

Queste sono alcune proposte se qualcuno ne ha altre sarei felice se le scrivesse nei commenti

mercoledì, marzo 15, 2006

Antonio Martino faccia come Pera

Antonio Martino viene da molti bloggers definito uno dei migliori Ministri di questo Governo: un ottimo politico come anche un ottimo professore (per il curriulum si veda http://www.italyemb.org/Martino.htm ) .
Martino, uno dei pochi veri liberali all'interno della CdL, ha pero' il difetto di essere sempre in secondo piano: In televisione e' veramente raro che riesca vederlo ma anche nei giornali si leggono poche sue interviste ed interventi. Eppure di cose da dire ne avrebbe eccome ma evidentemente a lui non piace entrare in questa politica gridata che basa tutto sullo scontro e sulla delegittimazione dell’avversario. Di fatto se voglio sapere la sua opinione mi tocca andare sul sito dell'Istituto Bruno Leoni. Non puo' comunque non venire il sospetto che non sia solo lui a non voler essere in primo piano, e' infatti davanti agli occhi di tutti che piano piano si stanno tagliando fuori i laici e liberali (quelli veri) presenti nella CdL a favore dei post DC e degli ex PSI. Il solo fatto che Martino occupi il posto di Ministro della Difesa invece che quello ben piu' adatto di Ministro dell'Economia ne e' un esempio palese.
Cosa potrebbe fare allora il nostro caro Martino?
La cosa migliore a mio parere sarebbe quella di imparare da Pera, anche lui grande accademico che da qualche tempo ha deciso di mettersi piu' in gioco, e a vedere dai risultati semprerebbe che stia riuscendo nei suoi intenti. Il consiglio che darei a Martino sarebbe quello di fondare un grande Think- Tank modello Magna Carta e portare avanti alcune battaglie anche attraverso conferenze, articoli, interviste, lezioni nelle Universita' e Think Tank italiani e stranieri... . Se Pera si e' buttato nella difesa dei valori occidentali, Martino lo vedrei bene se si vocalizzasse in tre punti principali:
- Italia: Rivoluzione Liberale, modello Reagan in USA e Tatcher in GB (hai detto niente?!)
- Europa: un nuovo modello economico sociale (liberale e liberista) ed una nuova politica estera filo-americana
- Mondo: L'Alleanza delle Democrazie come teorizzato tra gli altri da Christian Rocca nel suo libro "Contro l'ONU".

Inutile dire come anche i temi della laicita' e del libertarismo avrebbero un ruolo tutt'altro che di secondo piano.

Nel frattempo invito tutti i blogger di TV a mettere una foto di Martino nel proprio blog.

martedì, marzo 14, 2006

Il futuro Manifesto/Appello di Robinik: alcuni consigli

Con il Post di ieri, nel quale veniva criticato lo scenario politico italiano all'interno del quale continuano a convivere le ali estreme, Robinik ha detto cio' che molti pensavano.
Per quanto riguarda l'iniziativa che vorra' mettere in atto per il superamento della divisione Destra - Sinistra a favore della differenziazione tra liberali-conservatori-moderati e socialisti-riformisti mi permetto di dare alcuni consigli: Robinik e' indubbiamente un blogger di valore, tra le maggiori iniziative a cui puo' essere collegato il suo nome possiamo ricordare la creazione di Blogs for CdL, non dimentichiamoci poi che e' stato tra i finalisti del Weblog Awards. Perche' dico cio'? Perche' secondo me Robinik dovra' saper fare le cose in grande.
La cosa migliore sarebbe, a mio parere, fare un Manifesto/Appello esempi a cui ispirarsi potrebbero essere (fatte le dovute proporzioni) il Manifesto/Appello per l'Occidente di Marcello Pera e il Manifesto/Appello per l'integrazione europea dei mercati energetici promosso dall'Istituto Bruno Leoni.
Sarebbe interessante se di questo Appello vi fossero piu' promotori e se tra questi non vi fossero solo bloggers (mi piacerebbe vedere la firma di Mancia e Mennitti come anche quella di Oscar Giannino).
Sarebbe poi consigliabile se tra i firmatari ve ne fossero di provenienti da entrambi gli schieramenti (per esempio Taradash e Jimmomo).
Bisognerebbe sfruttare al massimo il Network attorno a Tocque-ville e ai suoi cittadini, tanto per per fare un esempio non sarebbe una brutta cosa se venisse pubblicato oltre che nel blog di Robinik anche su l'Opinione su Ideazione.com, in questo modo si riuscirebbe a far sentire la propria voce oltre il grande ma pur sempre limitato mondo dei blog. E chi sa che se la cosa viene bene Mariosechi.net non ci fa pure una citazione su Il Giornale.

Forse sto volando un'po' troppo alto...?

lunedì, marzo 13, 2006

Tocque-ville e Ideazione.com

Con questo post vorrei proporre alcune idee per far crescere TV (alcune ne ho gia scritte sul Forum).
A mio parere (ma so che sono in molti a pensarla allo stesso modo) il futuro di tocque-ville é quello di diventare un think-tank, un laboratorio culturale, un pensatoio nel senso più alto della parola, che indirizzi e alimenti le scelte dell’area liberale italiana.
A questo scopo sarebbe a mio parere interessante se venissero invitati
a diventare cittadini di TV, ovviamente dopo essersi aperti un blog, gli alievi come anche i Maestri della Scuola di Gionalismo diretta da Arturo Diaconale (a riguardo si veda http://www.opinione.it/pages.php?dir=naz&act=banne r&idL=3) e gli alievi come anche i Maestri (e tra questi c'e' ne e'gia' qualcuno) della Scuola di Liberalismo organizzata dall'Istituto Bruno Leoni e dalla Fondazione Luigi Einaudi e coordinata da Enrico Morbelli e Nicola Ianello. Cio inalzerebbe non di poco la gia alta qualita' dei post e quindi del dibattito all'interno di TV. E' cmq ovvio che se si vuole che cio' realmente avvenga e' necessaria la partecipazione attiva di Happy Trails e Orso di Pietra. Allo stesso scopo invitereri Mancia e Mennitti a prodigarsi, attraverso un lavoro di pubblic relations, affinche un numero sempre maggiore di giornalisti di quotidiani e riviste liberali apra un blog e diventi poi ovvimente anche cittadino di TV.

Per quanto riguarda Ideazione.com, sarebbe al quanto interessante se venisse potenziato questo settimanale on-line e soprattutto se per farlo venissero chiamati in maggior numero a collaborare i numerosi blogger di TV che sinceramente hanno ben poco da invidiare a certi giornalisti professionisti (tra questi ovviamente mi escludo).
Il potenziamento di Ideazione.com e' auspicabile anche in considerazione del fatto che (anche se mi rendo conto non essere proprio la stessa cosa) ora Ragionpolitica.it da settimanale e' diventato quotidiano lasciando quindi un buco a livello di settimanali poltici on-line.

Riformulo questo quesito a a. man, anche se ho gia avuto una risposta negativa per mancanza di tempo: perche' non chiedi a Feltri se ti fa tenere su Libero una rubrica su Blog & Politica, anche solo settimanale?

Tanto per togliermi una curiosita' vorrei inoltre domandare alla redazione del sito di Ideazione se c'e' un motivo particolare perche' tra i network italiani non sono presenti i banners della Fondazione Liberal e della Fondazione Nova Res Publica. C'e' forse astio tra la Fondazione di Mennitti e le altre due?

sabato, marzo 11, 2006

Il Corriere e il futuro della Stampa in Italia

Le vendite del Corriere sono in calo. Mi domando cosa ci sia da sorprendersi, forse il caro Mieli non si era accorto che facendo la scelta che ha fatto avrebbe creato un doppione di Repubblica?
Sara' forse per questo che ha deciso di lasciare ancora scrivere editoriali che non siano filo-unione, per non perdere ancora piu' letori di quelli che sta gia perdendo.

Ma ora veniamo al problema centrale. I due quotidiani piu' letti in Italia sono dichiaratamente schierati a sinistra, il problema e' che un grandissimo numero di italiani non vota sinistra e quindi non e' interessata a leggere giornali di sinistra. Cosa potra' quindi leggere questa maggioranza silenziosa (buona parte della quale prima leggeva il Corriere)?
Il Giornale? Libero? si, forse una parte di essi potra' leggere questi due giornali dichiaratamente di destra. Ma chi legge questi giornali solitamente non e' la maggioranza, e' una relativa minoranza che si interessa di politica ed e' abbastanza legata al suo partito. Ma quel grandissimo numero di cittadini a cui piace rimanere informato ma non gli va di leggere giornali troppo schierati cosa potra' leggere ora?
La Stampa, Il Sole 24, Il Messaggero... tutti quotidiani (finti) terzisti che alla fine si differenziano di poco dal Corriere pre-outing.
Il problema e' proprio questo, in Italia manca un grande quotidiano piu' o meno imparziale con tendenze verso il centro-destra. E pensare che se uno dei tre quotidiani sopra citati tendesse leggermente piu' verso destra raddoppierebbe (a mio modico parere) i suoi lettori, magari chiamando a se un Piero Ostellino o un Magdi Allam che di stare nel Corriere di Sinistra non ne ha voglia.
Fortunatamente esistono alcuni quotidiani locali e regionali (Il Quotidiano Nazionale, il Gazzettino...) con tendenze verso destra, ma sono ancora pochi.

Che fare? aspettare un'po' e scalare il Corriere? e chi la dovrebbe fare questa scalata, forse Berlusconi? Cosi' dopo scassano ancora le palle con la storia che Berlusconi controlla l'informazione. Sarebbe meglio che fosse un'altro impreditore (o gruppo) vicino a Berlusconi a fare questa scalata. Ma chi? ormai quelli che contano sono tutti filo-unione.
Si potrebbe allora pensare ad una cordata italo-americana con imprenditori filobush e filoberlusconi che uniscono le forze per fare un serio ed autorevole quotidiano.
Ma forse sto fantasticando un'po' troppo

Aderisci anche tu!



Io aderisco e tu?

venerdì, marzo 10, 2006

Feltri voti i Salmoni

In un articolo de Il Foglio intitolato la Fronda di Feltri, Christian Rocca (Camillo) intervista Vittorio Feltri, l'argomento principale e' l'outing di Mieli ma di temi ne vengono trattati vari.
Tra le varie dichiarazioni del direttore di Libero ne vengo attratto da alcune che qui' vi riporto:
"Qui non c'e' da turarsi il naso, qui c'e' da turarsi tutto quello che c'e' da turare e votare Polo, nonostante Forza Italia sia l'unico partito leninista del mondo occidentale e malgrado il centro-destra non sia riuscito ad esprimere un governo liberaldemocratico". "Contro Berlusconi andrei ogni due minuti: avrebbe dovuto fare un governo liberale ma gli ordini professionali non sono stati aboliti, i titoli di studio continuano ad avere valore legale, i reati commessi a mezzo stampa sono ancora perseguiti penalmente... questo non e' un governo liberale". "Avrei votato Fini perche' mi erano piaciute le sue posizioni sul Referendum, sugli Immigrati e su Israele, ma su Calderoli s'e' calato le braghe. Sono indeciso tra Forza Italia e Lega".

Premetto che non sono un lettore abituale di Libero.
Leggendo queste dichiarazioni emerge che per Feltri, come in realta' anche per molti Tocquevillers, Berlusconi e' troppo poco liberale, parla parla ma poi quando si passa ai fatti di riforme veramente liberali ne ha fatte relativamente poche (o meglio ha fatto meno di quello che avrebbe potuto fare e meno di quanto molti dei suoi elettori si aspettavano dal suo governo).
Feltri ha apprezzato le posizioni di Fini su Referendum (3 si ed 1 no) e su Israele. Dice di essere indeciso se votare Forza Italia o Lega. Tutti sanno che i rapporti che intercorrono tra lui e la Fallaci sono piu' che buoni come anche tutti sanno come i leghisti ammirino la Fallaci.

Ora proviamo ad analizzare brevemente come la pensano i Riformatori Liberali - Radicali per le Liberta' il cui motto e' "America , Mercato e Individuo":
Benedetto Della Vedova insieme ad altri radicali ha deciso di non seguire Panella per diventare l'ultimo giapponese di Prodi. Le motivazioni sono semplici: sui temi economici, di politica estera e giustizia i RL si trovano totalmente in disaccordo con l'Unione catto-comunista di Prodinotti (un centrosinistra dominato culturalmente e politicamente dalla quintessenza di quanto i radicali hanno denunciato in tutti questi anni: lo statalismo, la sindacatocrazia, il partito dei giudici e i giudici di partito, l’ambientalismo ideologico ed illiberale, l’antiamericanismo esplicito e strisciante, la difesa ottusa di un’Europa burocratica con il mito sovietico della standardizzazione...), nella maggior parte dei casi invece vi e' siontonia con la CdL, e' pero' evidente che anche nella CdL esistono correnti stataliste e il ruolo dei salmoni vuole proprio essere quello di lievito riformatore e liberale che faccia prevalere all'interno del Polo il pensiero liberale a quello statalista. Si puo' quindi dire che su questi tre temi Feltri condivida le posizioni dei Salmoni. Per quanto riguarda Laicita' e Bioetica si sa gia' come la pensano i RL. Se Feltri ha apprezzato i Si di Fini dovrebbe apprezzare anche i Salmoni (che al contrario di Panella sono laici, non anticlericali). Feltri ha criticato Fini per il suo comportamento sul caso Calderoli, ricordo soltanto che alla 2' assemblea dei RL sulla parete vi erano affisse la bandiera danese e il volto di Theo Van Gogh. Come dicevo Feltri ha criticato il Governo Berlusconi per non aver fatto sufficienti riforme liberali, le stesse critiche vengono mosse dai RL. Egli sotiene che probabilmente voterebbe Fini (AN) o Lega, ma sarebbe da stupidi pensare che se questo governo non e' riuscito a fare la tanto sperata rivoluzione liberale la colpa sia soltanto del Cav. (e non mi riferisco solo all'UDC).

In conclusione se Feltri vuole votare qualcuno della CdL, questo qualcuno sono i Riformatori Liberali, perche' non si puo' negare che sia il partito che (per lo meno da quanto emerge da questa intervista) si avvicini di piu' al suo pensiero.
E se cosi' fosse mi permetto anche di dire che un'po' di attenzione in piu' da parte del suo giornale all'attivita' dei salmoni non farebbe di certo male!

giovedì, marzo 09, 2006

Questo Corriere non mi piace






Dopo aver letto l'editoriale di Mieli sul Corsera invito tutti i cittadini di TV a mettere sul proprio blog questo "vecchio" banner.
Mi scuso con chi lo ha creato perche' non lo cito ma non mi ricordo chi sia ;-)

venerdì, marzo 03, 2006

Comitato per la difesa della legge Biagi

La Legge Biagi ha contribuito ad innovare il diritto del lavoro ed ha suscitato attenzione ed interesse anche in altri Paesi, impegnati nella difficile ma necessaria ricerca di strumenti idonei a rendere più flessibile il mercato del lavoro e a promuovere l'occupazione, specie dei giovani, riconoscendo e salvaguardando un livello essenziale di garanzie.


La legge e i suoi complessi provvedimenti attuativi (ispirati al Libro bianco sul mercato del lavoro) si sono mossi, inoltre, lungo una linea di sostanziale continuità con le misure introdotte nel 1997 (dopo un lungo confronto con le parti sociali) dal "Pacchetto" voluto e predisposto (in stretta collaborazione con Marco Biagi) dall'allora ministro del Lavoro Tiziano Treu.
Questa legislazione innovativa e moderna, nel suo divenire, ha consentito di sbloccare, in Italia, il mercato del lavoro e di renderlo dinamico nonostante le difficoltà dell'economia. I dati dimostrano infatti che nell'arco di tempo compreso tra il 1992 e il 1997, ad una crescita media annua significativa del Pil corrispondeva un andamento critico del mercato del lavoro nel senso che diminuiva l'occupazione ed aumentava la disoccupazione. Il segno dell'inversione di rotta è apparso chiaro a partire dal 2000 e negli anni seguenti, quando l'occupazione ha preso a crescere e la disoccupazione a diminuire, tanto che oggi l'Italia, pure avendo tassi di occupazione tuttora inferiori alla media europea, è uno dei Paesi che maggiormente ha progredito nella creazione di nuovi posti di lavoro e nella riduzione della disoccupazione.
A queste oggettive considerazioni si risponde, nella polemica politica, che, anche ammesso che l'occupazione sia aumentata, i nuovi posti di lavoro sono saltuari, precari e quant'altro.
Le ricerche più serie testimoniano, invece, che - anche nelle nuove occasioni di impiego - i rapporti stabili continuano ad essere prevalenti nel contesto europeo. E, comunque, tutte le tipologie di lavoro regolato sono meglio della disoccupazione o del lavoro nero. Ma chi non vuol ascoltare si rifiuta di solito anche di vedere.
Così la Legge Biagi si porta appresso i riflessi e le polemiche che avvelenarono il clima politico e sociale dei tempi in cui il provvedimento fu concepito, discusso ed approvato e che concorsero a fare di Marco Biagi un uomo-simbolo da uccidere. Oggi la legge che porta il suo nome viene caricata di un improprio valore emblematico (tanto che se ne chiede l'abrogazione in via di principio) e giudicata in modo pregiudiziale invece che per i suoi contenuti effettivi e i risultati prodotti, non solo sul terreno dell'occupazione, ma anche su quello del contrasto alle collaborazioni fittizie che nascondono veri rapporti di lavoro dipendente, dell'affermazione del nuovo apprendistato professionalizzante e dei percorsi formativi, nonché dell'istituzione e dell'estensione di più moderne ed efficienti istituzioni di governance del mercato del lavoro. Certo, nessuna legge è perfetta in sé. Soprattutto un provvedimento tanto complesso come la Legge Biagi ha bisogno di essere adeguatamente sperimentato in un contesto sereno ed equilibrato tra le Istituzioni e le forze sociali.
Per questi motivi e con i propositi di massima apertura al confronto e al dialogo i sottoscrittori del presente appello si rendono promotori della costituzione del COMITATO PER LA DIFESA DELLA LEGGE BIAGI ed invitano i cittadini ad aderirvi attraverso il sito http://www.giovineitalia.it/info.php

Ecco chi ha già aderito al COMITATO PER LA DIFESA DELLA LEGGE BIAGI

Sandra Albanelli Zinelli, Massimo Angrisani, Paolo Beghelli, Maurizio Benetti, Gianni Bocchieri, Giampiero Cantoni, Fausto Carioti, Giuliano Cazzola (presidente), Bruno Chiavazzo, Sergio Corbello, Raimondo Cubeddu, Angela Daccò, Claudio De Albertiis, Benedetto Della Vedova, Ernesto Felli, Massimo Ferlini, Carlo Fiordaliso, Renzo Foa, Natale Forlani, Francesco Forte, Oscar Giannino, Letizia Giello, Piermichele Girola, Ada Grecchi, Lorenzo Malagola, Paolo Mascagni, Mauro Massa, Silvia Noè, Paola Olivelli, Giovanni Palladino, Giuseppe Pennisi, Angelo Maria Petroni, Aldo Piperno, Gaetano Quagliariello, Paolo Reboani, Ernesto Robotti, Florindo Rubbettino, Gian Paolo Sassi, Alessandra Servidori, Massimiliano Tavella, Michele Tiraboschi, Giovanni Tria, Marco Taradash.