sabato, marzo 11, 2006

Il Corriere e il futuro della Stampa in Italia

Le vendite del Corriere sono in calo. Mi domando cosa ci sia da sorprendersi, forse il caro Mieli non si era accorto che facendo la scelta che ha fatto avrebbe creato un doppione di Repubblica?
Sara' forse per questo che ha deciso di lasciare ancora scrivere editoriali che non siano filo-unione, per non perdere ancora piu' letori di quelli che sta gia perdendo.

Ma ora veniamo al problema centrale. I due quotidiani piu' letti in Italia sono dichiaratamente schierati a sinistra, il problema e' che un grandissimo numero di italiani non vota sinistra e quindi non e' interessata a leggere giornali di sinistra. Cosa potra' quindi leggere questa maggioranza silenziosa (buona parte della quale prima leggeva il Corriere)?
Il Giornale? Libero? si, forse una parte di essi potra' leggere questi due giornali dichiaratamente di destra. Ma chi legge questi giornali solitamente non e' la maggioranza, e' una relativa minoranza che si interessa di politica ed e' abbastanza legata al suo partito. Ma quel grandissimo numero di cittadini a cui piace rimanere informato ma non gli va di leggere giornali troppo schierati cosa potra' leggere ora?
La Stampa, Il Sole 24, Il Messaggero... tutti quotidiani (finti) terzisti che alla fine si differenziano di poco dal Corriere pre-outing.
Il problema e' proprio questo, in Italia manca un grande quotidiano piu' o meno imparziale con tendenze verso il centro-destra. E pensare che se uno dei tre quotidiani sopra citati tendesse leggermente piu' verso destra raddoppierebbe (a mio modico parere) i suoi lettori, magari chiamando a se un Piero Ostellino o un Magdi Allam che di stare nel Corriere di Sinistra non ne ha voglia.
Fortunatamente esistono alcuni quotidiani locali e regionali (Il Quotidiano Nazionale, il Gazzettino...) con tendenze verso destra, ma sono ancora pochi.

Che fare? aspettare un'po' e scalare il Corriere? e chi la dovrebbe fare questa scalata, forse Berlusconi? Cosi' dopo scassano ancora le palle con la storia che Berlusconi controlla l'informazione. Sarebbe meglio che fosse un'altro impreditore (o gruppo) vicino a Berlusconi a fare questa scalata. Ma chi? ormai quelli che contano sono tutti filo-unione.
Si potrebbe allora pensare ad una cordata italo-americana con imprenditori filobush e filoberlusconi che uniscono le forze per fare un serio ed autorevole quotidiano.
Ma forse sto fantasticando un'po' troppo

1 Comments:

Blogger MyWay said...

cmq..volevo segnalarti un libro..."una lettera da passato"...è un bel mistery:
leggiti pure l'intervista all'autore, la trovi sul suo blog:
unaletteradalpassato.blogspot.com


ciao!

4:45 AM  

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