venerdì, aprile 07, 2006

Gli Industriali Veneti stanno con Berlusconi

Dopo tre settimane dal convegno di Confindustria di Vicenza, e a tre giorni dal voto, un gruppo di industriali capitanato dall'imprenditore trevigiano Aldo Bordignon e dal patron degli industriali di Vicenza Giuseppe Bisazza si è schierato apertamente ieri a favore delle politiche economiche portate avanti in questi anni dal centrodestra.
«L'ultima assemblea di Cofindustria ha decretato il silenzio stampa fino a dopo le elezioni - ha spiegato ieri Bisazza - decisione condivisibile specialmente per i vertici dell'associazione dopo quanto avvenuto a Vicenza. Non si può però rimanere in silenzio di fronte alle posizioni dei due schieramenti su temi cruciali come la competitività, il lavoro e le grandi opere».
Nel comunicato diffuso a margine della riunione con la stampa organizzata ieri all'Holiday Inn di Limena (Padova) gli otto imprenditori firmatari dell'appello, tra cui Paolo Stimamiglio, Sergio Pascucci e Guglielmo Bedeschi, spiegano che «non è possibile per noi imprenditori condividere il programma di uno schieramento che al suo interno ha determinanti forze politiche che respingono la legge Biagi, che si oppongono allo sviluppo energetico nucleare, che ostacolano le grandi opere come la Tav, che pensano di rafforzare il potere dello Stato nell'economia e conseguentemente i suoi costi di gestione».
Il gruppo degli otto riunitosi a Limena garantisce di essere espressione della maggioranza silenziosa degli industriali del Veneto che si è spellata le mani a Vicenza applaudendo Tremonti e Berlusconi.
«Abbiamo sentito parlare di claque preorganizzata da Forza Italia - commentava ieri l'imprenditrice vicentina Susanna Magnabosco - la verità è che chi fa impresa sta dalla parte della libertà di mercato: sono sicura che la maggioranza degli industriali veneti la pensa come noi. In otto abbiamo deciso di "uscire allo scoperto" ma siamo sicuri di poter parlare a nome di tutti i quattromila imprenditori veneti che a marzo hanno dato un chiaro segnale in fiera a Vicenza».
Alla vigilia del voto elettorale, gli otto imprenditori hanno sottolineato l'impossibilità di «trincerarci dietro il silenzio e la dichiarata neutralità dei vertici che ci rappresentano. Nei fatti - osservano - grossi potentati economici si sono schierati con il centro sinistra. In ciò sia chiaro, non c'è nulla di male, ma la base dell'imprenditoria veneta è fatta di industriali che seguono logiche diverse da chi si occupa del grande capitale finanziario».
Infine nel documento sottoscritto da Guglielmo Bedeschi, Giuseppe Bisazza, Aldo Bordignon, Guido Cazzola, Susanna Magnabosco, Sergio Pascucci, Giorgio Polesa e Paolo Stimamiglio, gli otto imprenditori motivano la loro presa di posizione ascrivendola a «un dovere civile e politico per lo sviluppo dell'industria e dell'Italia».

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