sabato, aprile 08, 2006

Il 9 e 10 Aprile vota Riformatori Liberali - Radicali per le Libertà

"Le ragioni e gli obiettivi radicali e liberali per il voto a Forza Italia e a Silvio Berlusconi"

POLITICA ESTERA: CON LE DEMOCRAZIE, PER LA DEMOCRAZIA
Occorre rafforzare le scelte di politica internazionale compiute dal governo Berlusconi nel quadro dello stretto rapporto col governo Bush e i suoi alleati (in primo luogo Blair), e svilupparle nella chiave di una costante promozione della democrazia e delle libertà civili nei paesi soggetti a dittatura e perciò promotori attivi o passivi del terrorismo internazionale.
Sì alla coalition of the willing, sì alla community of democracies, sì all’Occidente della libertà e dei diritti individuali.

POLITICA ECONOMICA E FISCALE: MENO TASSE PIU’ LIBERTA’ ECONOMICA
Occorre potenziare la spinta riformatrice sulle questioni strutturali del nostro sistema economico e sociale: sulle tasse, sulle pensioni, sulla scuola, sul mercato del lavoro. E’ necessario procedere, alla riduzione delle tasse e della spesa pubblica; al completamento del programma di infrastrutture e al miglioramento del sistema di istruzione (attraverso un’accentuata competizione fra scuola pubblica e privata); a una forte deregolamentazione delle attività economiche e all’eliminazione di tutti quei vincoli burocratici, amministrativi e sindacali, che rappresentano un freno allo sviluppo della libera iniziativa individuale.
Sì alla legge Biagi, alla riforma Moratti, al buono- scuola, al completamento della riforma delle pensioni, alla riduzione della pressione fiscale, alla riduzione della spesa pubblica, alla liberalizzazione del sistema economico, alla Tav e alla “grandi opere”.

POLITICA SOCIALE: DAL WELFARE STATE ALLA WELFARE SOCIETY
Occorre proseguire sulle riforme “di mercato” del sistema del welfare, in base a principi di efficienza, equità e sostenibilità economica, sostituendo un assetto che ha al suo centro gli “erogaratori pubblici” e le organizzazioni sociali (e dunque istituti iniqui e “riservati” a pochi, come la cassa integrazione e l’indennità di mobilità), con un sistema basato sull’individuo e i suoi bisogni, in cui la tutela costituisca un incentivo e non un disincentivo alla responsabilità sociale e individuale.
Sì al principio di sussidiarietà, ad un sistema minimo e universale di ammortizzatori sociali, al welfare to work, al buono-assistenza e al buono- sanità e al piano di dismissione degli alloggi di edilizia popolare.

AMMINISTRAZIONE DELLA GIUSTIZIA: CONTRO L’ANOMALIA ITALIANA
Occorre aggredire con riforme strutturali e di sistema le anomalie della giustizia italiana, per migliorarne le funzioni di “servizio” ai cittadini, e ridurre le connotazioni di “potere” alternative, concorrenti o antagoniste a quelle del sistema politico.
Sì alla riduzione dei tempi di prescrizione, alle norme sull’inappellabilità delle sentenze di assoluzione, alla separazione delle carriere fra giudici e pubblica accusa, alla riforma del Consiglio Superiore della Magistratura e all’abolizione dell’obbligatorietà dell’azione penale.

Da radicali e liberali pensiamo che le possibilità di riforma siano in larga misura affidate al successo e alla tenuta della compagine e della leadership berlusconiana, contro uno schieramento unito da una ostilità ottusa, preconcetta e ideologicamente violenta verso le istanze di modernizzazione liberale del diritto, dell’economia, della giustizia e della vita civile.
La vittoria di Prodi non costituirebbe la premessa di alcuna alternativa, ma la base della normalizzazione conservatrice del sistema politico italiano e del dominio di una coalizione di poteri “consociati”, burocratici, statalisti, e corporativi.

No all’aumento della pressione fiscale; no all’invidia sociale; no al governo del sindacato; no al governo dei poteri protetti e dei loro giornali; no al partito dei magistrati e ai magistrati di partito; no ad un governo anti-americano; no al monopolio statale della scuola, “no a tutti i no”- verdi, rossi, sindacali e conservatori di ogni colore - contro la modernizzazione scientifica, tecnologica, infrastrutturale e sociale del nostro paese.

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