lunedì, aprile 10, 2006

La Geopolitica è la base di ogni futura politica

In questi giorni è nato un piccolo dibattito all'interno di Tocque-ville per il fatto che la CdL non abbia usato la carta della politica estera durante la campagna elettorale (a riguardo si leggano i post di Le Guerre Civili, 1972 e2twins/M&A). Penso che tutti in TV condividano il fatto che la politica estera di questo governo sia stata quasi impeccabile.
Enzo pone l'accento sull'ignoranza degli esponenti della CdL su questo tema, Paolo sottolinea come il fatto sia preocupante dal momento che "la geopolitica è la base di ogni futura politica".
La conclusione è stata "da lunedì se ne riparla".

Quali potrebbero essere le soluzioni a questo problema?
Dal momento che si prende atto dell'importanza che svolge la politica estera per un paese, bisogna fare in modo che essa entri nel dibattito quotidiano. Opportuno sarebbe che siano direttamente i politici a parlarne senza nascodersi o cambiando argomento ogni volta che cade li il dicorso. Il problema però è appunto l'ignoranza di questi politici su questo tema, ed è a questo che bisogna rimediare.

Le Guerre Civili proponeva di evolvere L'Opinione in un giornale incentrato sulla geopolitica con sei pagine quotidiane sugli esteri, con questa osservazione: creare un arete organica con alcuni quotidiani esteri. Per non trascurare il ruolo che ha L'Opinione a livello di "scuola giovani", perchè non coinvolgere in questo progetto anche giovani bloggers di TV che di politica estera se ne intendono (2twins/M&A, Semplicemente Liberale, Tucidide ...)?

Di riviste di geopolitica vicine al centro-destra non ce ne sono molte, si ricordano il quadrimestrale Liberal Risk diretto da Carlo Jean e ricollegabile direttamente alla Fondazione Liberal di Adornato e Foa; il quadrimestrale di geopolitica Imperi, affidato alle cure di Aldo di Lello responsabile delle pagine culturali del Secolo 'Italia; da segnalare, anche se concentrato più sull'aspetto economico, Emporion il quindicinale online di Geoeconomia diretto da Pierluigi Mennitti.
Che io sappia non dovrebbero essercene altre.

A mio modico parere non sarebbe una cattiva idea se la Fondazione Ideazione affiancasse ai già presenti Osservatori sull'energia e sul mezzogiorno anche un Osservatorio sulla Geopolitica.
In seguito alla costituzione di questo ipotetico Osservatorio verrebbe probabilmente dato avvio ad una serie di studi, ricerce e convegni ed alla conseguente pubblicazione di alcuni Quaderni della Fondazione Ideazione.
Mi domando però se non converrebbe unire le forze con altri think tank per provare ad organizzare qualcosa che possa avvicinarsi di più ad un pubblico più ampio. Mi spiego meglio, attualmente Liberal Risk (quadrimestrale) viene dato in allegato alla rivista Liberal(bimestrale), se la Fondazione Ideazione e la Fondazione Liberal unissero le forze e lavorassero per produrre una rivista di geopolitica di qualità che possa uscire autonomamente e a periodicità bimestrale (come Limes, edizioni L'Espresso) non penso che sarebbe una cattiva idea. Inoltre, dall'esperienza di Emporion potrebbe essere creata una sezione dedicata specificatamente alla geoeconomia.

Queste alcune idee, ma il dibattito si è appena aperto

UPDATE: Se la produzione del bimestrale di geopolitica viene ad essere complicato, il sopradetto Osservatorio potrebbe dar vita alla pubblicazione di Papers

7 Comments:

Blogger aa said...

troppo gentile. Già in passato mi avevi nominato addirittura accanto a Martino, parlando della flat tax.

E' fino troppo.

Ti ringrazio.

In generale, credo che hai assolutamente ragione. Negli States quelli del Cato scrivono sul WashingtonTimes, quelli dell'AEI sul NRO, quelli della Heritage collaborano poi con il CSIS. Etc. etc.

Di sicuro maggiore integrazione non potrebbe che fare bene.

ciao e grazie ancora, aa.

9:25 AM  
Blogger Tudap said...

;-)

3:33 PM  
Anonymous dumbanengue said...

vieni a prendere il banner dei blog all'opposizione!

7:51 AM  
Blogger Tudap said...

Personalmente poi mi piacerebbe leggere sull'Opinione qualche editoriale di qualcuno dei giovani ricercatori dell'Istituto Bruno Leoni.
E anche qualche commento sulla laictà dello storico radicale prof Massimo Teodori non ci starebbe male

8:17 AM  
Blogger aa said...

Tudap, Alberto Mingardi e Carlo Stagnaro li trovi sul Riformista, sul Foglio, su Libero. A volte sull'Indipendente.

:)

ciao, aa.

1:20 PM  
Blogger Paolo di Lautréamont said...

L'IBL ha già scritto anche per L'Opinione. Il punto ora è che per far crescere il giornale serve linfa nuova (economica).

10:30 AM  
Blogger Tudap said...

Immaginavo che fosse quello il problema.
Come sai le zone più produttive d'Italia hanno votato per la CdL. Vuoi che non ci sia un imprenditore che si voglia prendere sotto braccio questo storico quotidiano?
Tanto oramai avere un giornale va tanto di moda....

6:18 PM  

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