lunedì, aprile 17, 2006

Neolib Under 40

Con l’avvicinarsi delle elezioni, qualcuno ha calcolato l’età dei due contendenti ed è venuta fuori una somma vicina ai 140 anni. E allora giù dibattiti e polemiche sulla gerontocrazia italiana, invidiosi paragoni con la Gran Bretagna e la Spagna, accorati appelli alle nuove leve (ultracinquantenni) affinché salgano alla ribalta...
A sottolineare questa peculiarità tutta italiana ci ha pensato anche il Time dedicandoci perfino una copertina. Ci troviamo di fronte ad una situazione in cui le vecchie generazioni non vogliono lasciare spazio alle nuove, anche se poi pensandoci meglio viene da domandarci, quando mai si è vista una classe dirigente farsi da parte spontaneamente? Da che mondo è mondo, le classi dirigenti vengono fatte fuori, in modo più o meno cruento, dalle generazioni che vengono dopo di loro e che premono per conquistare il potere.

Ma proviamo a guardare cosa succede per esempio nel Regno Unito.
“Non affidate ad un ragazzo il lavoro di un uomo”: era il 1997 e il partito conservatore britannico spiegava così, in uno spot elettorale, perché non fosse opportuno votare Tony Blair. Chissà cosa direbbe oggi l’ideatore di quello slogan. Da quattro mesi, infatti, quello stesso partito che attaccava l’imberbe leader laburista è guidato da un giovane di 39 anni, che peraltro ne dimostra ancora meno. Eletto con percentuali semiplebiscitarie dagli iscritti al partito Tory, David Cameron è dal 6 dicembre scorso il Capo dell'opposizione.
Durante la campagna per la leadership dei Tories, Cameron ha puntato molto sull’immagine di giovane brillante in grado di dare nuovo slancio al partito e al Paese.
Nella parabola politica di Cameron, molti hanno visto un remake dell’esperienza di Tony Blair, che per riportare al successo il Labour ha prima dovuto svecchiare idee e classe dirigente.
Nei fatti Cameron e i suoi "Cameroons", come vengono chiamati i giovani colleghi del suo Gabinetto, non sono così inesperti, dato che questo "ex allievo di Eton" è entrato nel Conservative Research Department, la sala macchine del partito per la creazione di nuove idee, nel 1988, dopo essersi laureato in PPE (Scienze Politiche , Economia e Filosofia) a Oxford. Consigliere particolare del Cancelliere dello Scacchiere Norman Lemont, prima e del Ministro degli Interni Michael Howard poi, dopo un periodo a capo delle pubbliche relazioni del gigante mediatico Carlton Comunications, Cameron entra a far parte dell'onnipotente comitato parlamentare per gli affari interni e nel 2003 diventa vicepresidente del partito conservatore.
Come dicevo anche i suoi collaboratori e colleghi non scherzano quanto a giovane età: tantissimi i trenta-quarantenni per lo più usciti dalla prestigiosa Oxford University con trascosi nei piani alti di grandi società.
Ora però anche i Laburisti puntano sui giovani, con la "Primerose Hill Set", la nuova congrega di giovani laburisti, lanciata verso l'occupazione di alte cariche, non appena il "vecchietto" Gordon Brown sarà persuaso ad andarsene in pensione

Una cosa del genere in Italia ce la scordiamo.
Giuliano da Empoli ha provato a ricercare il motivo per il quale in Italia vi sia un problema di ricambio generazionale che in altri paesi non è presente nella scomparsa dei partiti (ma anche di altri luoghi di aggregazione come le partecipazioni statali e le grandi aziende) che, sia pure con tutti i loro difetti, erano stati incubatori di classe dirigente, da noi ormai le élites si riproducono solo per partenogenesi: ogni padrino si sceglie uno o più figliocci che, se seguono le regole, saranno un giorno chiamati a succedergli. Il che non impedisce necessariamente un (lento) rinnovamento, ma lo subordina a un vincolo di appartenenza che crea legami verticali (padrino- figlioccio) più forti di quelli orizzontali (tra membri di una nuova classe dirigente). Singoli innovatori, di conseguenza, possono anche emergere di tanto in tanto, ma un vero e proprio ricambio generazionale risulta del tutto precluso.

Cosa c'entra tutto questo con Neolib? C'entra, perchè neolib non dovrebbe essere soltanto un progetto fusionista delle numerose anime liberali sparse per l'Italia, dovrebbe essere anche un progetto innovativo che dia una scossa al sistema politico italiano, anche se il problema non si limita alla sola politica quanto alla società nel suo insieme, ripiegata su se stessa, paralizzata dalle rendite, concentrata sul passato assai più che sull’avvenire.
Neolib dovrà quindi saper essere un raccoglitore dei cosidetti Under 40, giovani brillanti, capaci, dinamici ed intraprendenti con la voglia di cambiare il mondo. Neolib li dovrà coltivare, valorizzare ed iniettare nel sistema politico italiano, sperando che possa mettere in moto un circolo virtuoso come è successo nel Regno Unito.

Un ruolo non secondario in questo processo ce lo potranno avere anche altre istituzioni anche se è da vedere quanto hanno intezione di mettersi in gioco.
Penso all'Istituto Bruno Leoni che, anche se precisa di essere indipendente dai partiti politici, rimane pur sempre un punto di riferimento stabile, sia per le idee che è intento a portare avanti, sia per la sua politica di valorizzazione dei giovani. Interessante è la Scuola di Liberalismo organizzata dalla Fondazione Einaudi insieme all'IBL, chi sa se qualcuno dei suoi allievi sia interessato a passare dalla Teoria alla pratica intraprendendo la strada della Politica?
Anche Ideazione ha un ruolo fondamentale soprattuto per la sua ultima creatura: Tocque-ville. Una citta virtuale nata come aggregatore di bloggers liberali, riformisti e conservatori e ormai diventato movimento (virtuale) politico-culturale, centro di informazione e formazione composto per lo più da giovani. Non a caso neolib è nato lì.
L'Opinione nel progetto Neolib ha deciso di entrarci appieno. Piccolo quotidino liberale con un occhio di riguardo per gli ideali laici, L'Opinione può tranquillamente essere definito una fucina di giovani giornalisti, e questo grazie all'attenzione che il direttore Arturo Diaconale presta alle nuove generazioni.

Due sono quindi le parole d'ordine che Neolib dovrebbe seguire: Liberalismo (al quale ovvimente vanno incluse anche Liberismo e Libertarismo) e Giovani. Sono convinto che se il progetto Neolib andrà a buon fine si potranno aver due grandi risultati: il ricambio generazionale e la rivoluzione liberale o qualcosa che comunque si avvicini ad essi.
Mi rendo conto di essere forse troppo ottimista e di non aver tenuto conto di molte variabile, ma sinceramente se devo scegliere tra l'essere pessimista o ottimista opto per qust'ultimo.

6 Comments:

Anonymous MelancoliaI said...

Condivido quello che dici, Tudap, ma in base alla mia limitata esperienza non riesco ad essere altrettanto ottimista. Nella mia Università (ma quando ero al liceo la situazione non era diversa) i giovani liberali sono pochi, perdipiù insultati e costretti al silenzio dalla maggioranza di estrema sinistra. Sarà che ho sempre vissuto in regioni "rosse", ma temo che per i lib-lib-lib il ricambio generazionale sarà minore rispetto a quello dei comunisti e affini :-(
(P.S.: volevo commentare su NeoLib, ma lì il sistema dei commenti sembra impazzito.)
Ciao
Mel

6:31 AM  
Blogger Tudap said...

Purtroppo è come dici tu, ma da qualche parte bisognerà pur iniziare. E se le nuove generazioni non se la passano bene, per quelle vecchie è stato ancora peggio. Il problema per me è un altro, una parte delle nuove generazioni la pensa diversamente dai non global e da quelli dei centri-sociali ma invece di unirsi ai lib lib lib preferisce andare con la sinistra progressista. Pensiamo ai numerosi cervelli emigrati all'estero che frequentano il forum di Beppe Severgnini (Italians)...

6:44 AM  
Anonymous MelancoliaI said...

IMHO dovremmo vedere se chi va con la sinistra progressista ci va per convinzione o perché non trova altri soggetti politici che gli garbano, come si dice da queste parti. Nel primo caso ci sono poche speranze, nel secondo caso non resta che cercare di essere convincenti :-)

10:10 AM  
Blogger Tudap said...

E' questo il punto, molti di loro ci vanno perchè non trovano un'alternativa migliore.

Si consideri poi che di iscritti a Forza Italia Giovani ci saranno 4 gatti. Neolib deve invece diventare un partito diciamo alla moda. Giovane, un'pò come erano i radicali prima di fare la scelta sbagliata. Non per niente l'idea di neolib è nata (tra gli altri) proprio da alcuni giovani iscritti ai RL

2:12 PM  
Anonymous MelancoliaI said...

Sarebbe la strategia giusta, ma credo che dovremmo sgombrare il campo da un po' di pregiudizi antiliberistici (vedi lo spauracchio del "capitalismo selvaggio")e trovare qualche eroe disposto a rischiare il linciaggio da parte dei no-global all'Università :-)))

11:13 PM  
Blogger Tonno Salmonato said...

Vi ho linkato
ciao

9:08 AM  

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