martedì, aprile 11, 2006

Rifondare Forza Italia

PADOVA - «È mancato il partito, dietro Berlusconi non c'è nessuno. Perciò il partito va rifondato, bisogna convocare immediatamente un congresso nazionale di rifondazione in modo che i delegati vengano eletti, si deve cambiare lo statuto e devono essere avviati i congressi regionali». È ingiusto riportare papale-papale il pensiero di chi, alle 15.30 di ieri, si basava sui primi exit poll per dare un giudizio sulle elezioni. È ingiusto, ma censurare farebbe torto alla verità. E la verità, a prescindere dal risultato positivo per il centrodestra, è che proprio nel Veneto dove Forza Italia stravince si apre un dibattito sul destino del partito e dell'intera Casa delle libertà. A prescindere dall'esito delle elezioni. Il coordinatore regionale Niccolò Ghedini ha le idee chiare su quali dovranno comunque essere le conseguenze per il partito di Berlusconi: «Qui c'è solo Berlusconi che lavora. E se abbiamo vinto, lo dobbiamo solo a lui. Questo è un partito che deve essere riformato, punto e basta».

E lo dovrà fare Berlusconi?

«Lo può fare solo lui».

Ma dall'"alto", com'è abitudine.

«Non dall'alto, ma bene. Il partito lo ha creato lui, deve fare un congresso nazionale, e indire i congressi regionali. È l'unico modo perché il partito possa rilanciarsi. Siamo pur sempre il primo partito italiano, ma credo sia indispensabile rilanciarlo».

La richiesta di riformare Forza Italia ha speranze di essere accolta, dopo questa sconfitta?

«Un partito votato da un italiano su quattro deve avere una struttura completamente diversa, deve avere una struttura partecipata».

Sarà contento l'ex coordinatore e transfuga, Giorgio Carollo...

«Mah, Carollo ormai sta facendo un altro percorso. E lui non ha mai chiesto democrazia nel partito; mai, almeno fin quando era coordinatore».

La rifondazione di Forza Italia può tramutarsi in un'accelerazione della nascita del Partito unitario dei moderati, già auspicata dallo stesso Berlusconi?

«In politica quando si sommano le forze non si moltiplicano i voti. Credo che il partito unico sia una bella idea dal punto di vista culturale ma poco pratica dal punto di vista politico. Sarebbe bello fare una federazione, un costituente nell'ambito delle forze del centrodestra. Ma io non ho un grande entusiasmo per il partito unico».

L'unica cosa certa è che alle prossime elezioni, siano fra un anno o fra cinque, non ci saranno nè Prodi nè Berlusconi...

«Vedremo cosa deciderà di fare Berlusconi. Per ora ha vinto di nuovo».

Ma ha raccolto il 5\% in meno di cinque anni fa, e questo ha fatto la differenza.

«Questo è stato determinato da uno spostamento dell'elettorato laico verso il centrosinistra. La percentuale di moderati del centrodestra è rimasta costante, ma l'elettorato laico scontento è passato dall'altra parte».

Con la Bonino.

«In base a questi dati, con i radicali che l'altra volta hanno votato nel centrodestra saremmo ampiamente maggioranza. Forza Italia è un grande contenitore che avrebbe dovuto tenere anche i radicali. Pazienza».

Perché non sono stati coinvolti?

«Alle regionali Pannella aveva chiesto di essere ospitato nelle nostre liste, ma l'Udc si era opposta».

(Fonte: il gazzettino)

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