martedì, maggio 23, 2006

Da Mani Pulite a Piedi Sporchi

Una notizia, anzi una “voce”, un'anticipazione “attendibile”, tra le tante della "Calciopoli", che tiene da tanti giorni le prime, e non solo le prime, ma molte altre, pagine dei giornali italiani.Guido Rossi, Commissario della Federcalcio, starebbe per sostituire il Generale Pappa, dimissionario dal vertice dell'Ufficio Inchieste della F.I.G.C., con Francesco Saverio Borrelli. Guarda un po' chi si vede! Ma altri dicono che, invece, a quel posto andrebbe Pier Luigi Vigna, il Procuratore di Firenze dell'inchiesta sul "mostro", i mostri e le mostruosità; e poi procuratore nazionale antimafiaBene, dirà qualcuno, arrivano i magistrati (anzi, i magistrati superstar) a gestire questo mondo del calcio: caduto nella corruzione scoperta dei loro colleghi, per riportarlo alla pulizia degna dell'amore delle folle ingenue e fidenti (!!!)Un piccolo particolare, però, guasta quel po' di ottimismo che dovrebbe prenderci all'udire la buona novella.Pappa, che dovrebbe esser sostituito da uno dei due eminentissimi, ancorché ex magistrati, infatti, è un generale della Guardia di Finanza. Anche senza che il mondo del calcio, su cui avrebbe dovuto vigilato, si rivelasse il verminaio che le svergognate intercettazioni telefoniche svergognatamente propalate hanno mostrato, l’incompatibilità tra le sue funzioni avrebbe dovuto apparire evidente. E' bene, dunque, che se ne sia andato.Ma l'ufficio inchieste non è e non era solo il Generale Pappa. La "giustizia sportiva" del settore calcio, come di altri, è per la gran parte amministrato da magistrati debitamente autorizzati a ricoprire tali incarichi stragiudiziali dal CSMQuando ne fece parte, chi scrive inutilmente sollevò la questione dell'incompatibilità o, comunque, dell'inopportunità che giudici e P.M. fossero distratti dal loro lavoro dal più stimolante (non sa se anche più lucroso, ma non è questo il punto) impegno per la giustizia sportiva. Costituita anch'essa con le sue procure etc. etc. Apriti cielo! Uno dei membri del CSM dell'epoca, componente, salvo errore, proprio dell'ufficio inchieste della Federcalcio, reagì con passione violenta: senza la presenza dei magistrati nella giustizia sportiva, lo sport italiano sarebbe piombato nell'indisciplina, nella corruzione, nel caos. E poi nessuna incompatibilità, nessuna possibile interferenza: che c'entra(va), infatti, la magistratura ordinaria con lo sport, le sue regole, le sue sanzioni? Bene, ora la magistrature, le Procure (quelle ordinarie, dei palazzi di giustizia, quelle stesse di "Mani pulite", per intenderci) c'entrano, eccome.Pappa si è dimesso. E gli altri dei vari uffici indagini, magistrati ancorché autorizzati dal CSM? Non sembra vogliano fare altrettanto. D'altra parte, le inchieste dei loro colleghi della giustizia ordinaria non sembra che li sfiorino neppure.Moggi corrompeva tutti. Parlava e straparlava, prometteva, si faceva promettere, forse millantava, forse no; conosceva i "canali" del successo e dei successi, nonché delle scalate in graduatoria campionato. Aveva a che fare con tutti. Carraro non vedeva, non sentiva? Non poteva non sapere. Allora, adesso che la Magistratura ci ha messo le mani, fuori dai piedi. E i magistrati, per così dire, in trasferta calcistica? Non avevano visto niente, non avevano sentito niente. Certo. Pare, però, che loro potessero non sapere. Omnia munda mundi. Sono o no autorizzati a quegli incarichi dal CSM? Carraro e Pappa no.La differenza c'è e si vede.

Mauro Mellini

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