martedì, maggio 23, 2006

A Destra c'è spazio per i Libertari?

l'articolo di Filippo Facci che segue è tratto da Il Domenicale. Facci si domanda se può esistere un'altra destra e in particolare se vi sia spazio per i libertari. La mia risposta è questa.


Forse cerco grane, ma su queste pagine, tre anni fa, pubblicai un articolo che forse fu assai letto, anche perché quel numero del Domenicale fu distribuito al Meeting dei ciellini. Il punto è che ho intenzione di riformulare, ora, le stesse domande che posi in quell’articolo, sicché la presente rubrica potreste anche non pagarmela. La differenza è che stavolta vorrei azzardare una risposta. Le domande che più o meno erano queste: c’è spazio, a destra, per chi non sia ossessivamente filo-israeliano? C’è spazio per chi non sia clericale? C’è spazio per i garantisti di vecchio stampo, ante-Berlusconi, coloro che insomma non guardino con smodata simpatia ai Gasparri e a certi toni di Libero e del Giornale? C’è spazio per chi ha dubbi sul rigorismo inutile sulle droghe e sulla perpetuazione dell’articolo 41 bis sul carcere duro? C’è spazio per chi non sia disposto a difendere – sempre, in ogni caso – il corporativismo di tutte quelle categorie che notoriamente, e diciamolo, evadono il fisco? C’è spazio per chi non si sdrai indifferentemente sulle battaglie della destra sulla famiglia, sulle coppie di fatto, sulla fecondazione assistita, su aborto, pillole, terrorismo e radici cristiane? C’è spazio per chi sia disposto a riconoscere un pur minimale fondamento a certe questioni ambientaliste? C’è uno spazio serio, a destra, per i distinguo? C’è spazio per chi non reputi la Fallaci un vertice della cultura occidentale? In generale c’è spazio per i cosiddetti libertari? O il porre simili domande significa essere di sinistra? Oppure dei radicaloidi? Degli inguaribili proporzionalisti? Ecco: ai tempi, su Repubblica, una giornalista mi rispose semplicemente così: no, non c’è spazio. Io invece, oggi, mi rispondo così: c’è spazio, ma molto, molto poco. Confesso anche un dubbio personale, autentico e non retorico, circa l’opportunità di continuare a fare il fenomeno (laico, pardon laicista) sulle pagine di questo settimanale come su altre, laddove penso, e non lo voglio nascondere, che stia prendendo il largo un certo antimodernismo antiliberale, e laddove penso, detto col massimo rispetto, che le pagine di Avvenire e di Tempi già bastino di per loro.

5 Comments:

Blogger Libertyfirst said...

Facci è un grande... Inutile dire che ha ragione su quasi tutta la linea.

Tranne quando fa pensare che l'ambientalismo sia una cosa seria.

Comunque la mia risposta è: no, non c'è spazio, lo abbiamo visto con il passato governo, lo abbiamo visto negli USA con Bush.

I libertari sono impotenti predicatori nel deserto.

1:50 PM  
Blogger Tudap said...

Vediamo come ha intenzione di svilupparsi il Movimento Libertario di Leonardo Facco, intanto ci sono i Riformatori Liberali e forse in futuro ci sarà Neolib che è sempre meglio di niente.

3:19 PM  
Anonymous Mauro said...

Mah, ho l'impressione che Facci voglia mettere nella destra tutto e il contrario di tutto.
Ma quello lo hanno già fatto nel centrosinistra. Se gli piace il risultato, vada là.

Io ai "libertari" preferisco i "liberali", che non buttano via la tradizione ma non sono anti-moderni, sono garantisti ma non a corrente alternata, contro lo strapotere delle corporazioni, riconoscono la famiglia come società naturale fondata sul matrimonio, difendono la vita umana sempre e sono contrari alla selezione eugenetica e allo strapotere di tecnica e scienza sull'uomo, non sono clericali ma nemmeno anti-clericali, laici ma non laicisti...

1:13 AM  
Blogger Tudap said...

Non si pretende di certo di avere come primo partito un partito libertario, certo, se ce ne fosse uno, anche piccolo, che facesse da pungolo, che rompesse i coglioni ogni qual volta vi fosse una tendenza verso lo statalismo o il più palese antilibertarismo ti assicuro che al centro-destra farebbe solo che bene.
Il centro-destra ha un enorme bisogno di un'anima (corrente? partito?) libertaria al suo interno, anche solo per contrastare le correnti più stataliste e assistenzialiste di AN e UDC (ma anche di FI).

9:21 AM  
Blogger Libertyfirst said...

Mi chiedevo quale accezione di libertarismo si applicasse...

In linea di massima la CDL dovrebbe essere liberale: e cioè ridurre la spesa, ridurre il deficit, decentralizzare le decisioni e la responsabilità fiscale, non salvare le imprese in crisi, non regolamentare i locali altrui (l'undicesimo comandamento, quello che Sirchia ha violato)...

Non avendo fatto nulla di tutto ciò, mi pare evidente che sperare nel centro-destra sia più un vezzo ideologico che una realtà plausibile.

Di certo è meno illiberale la destra che la sinistra, ma la differenza si misura col contagocce.

12:52 AM  

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