domenica, maggio 14, 2006

La classe dirigente e la Scuola di Liberalismo della Einaudi

In questi giorni su Tocque-ville come anche altrove sono nati vari dibattiti sul dopo elezioni. In particolare si è parlato del futuro del centro-destra italiano. C'è chi ha approfondito il tema della cultura, chi del partito unico, chi della classe dirigente.
Su questi tre temi io ne ho già parlato in precedenza su questo blog, ma vorrei ritornare sul terzo.
L'Italia soffre enormemente della mancanza di una classe dirigente (politica e non) all'altezza delle sfide future. E in particolare di una classe politica con una cultura liberale.
Inoltre la nostra classe politica ed imprenditoriale è estremamente vecchia rispetto al resto d'Europa (a riguardo ne avevo già parlato con questo post), urge quindi porre rimedio a questa situazione.

Negli Stati Uniti la classe dirigente si forma in ottime università, i migliori, anche se non benestanti, vanno avanti grazie alla meritocrazia (termine che in Italia si può trovare solo all'interno dei vocabolari), il lavoro viene poi completato da delle Scuole di formazione istituite dai numerosi Think-Tank. Quella dei Think-Tank in Italia è una realtà giovane: c'è ne sono pochi e con un budget limitato.
Se consideriamo che in Italia buona parte degli intellettuali (che per lo più sono professori universitari) è di sinistra, per formare una nuova classe dirigente liberale è bene non fare troppo affidamento sulle Univeristà. Diciamo quindi che in Italia le scuole di formazione avrebbero un'utilità ancora maggiore rispetto agli States.

A Gubbio come a Capalbio i partiti mettono spesso in scena una formazione effimera e autoreferenziale, il più delle volte una brutta copia della struttura che fu.
Vi è però una scuola di formazione che, venuto giù il castello della partitocrazia, ha retto all’urto dei tanti seminari e corsi accelerati promossi dai partiti vecchi e nuovi, ed è quella organizzata dalla Fondazione Einaudi.
La Scuola di Liberalismo è un laboratorio politico diretto con grande passione da Enrico Morbelli, il quale ha alzato in tempi non sospetti vessillo e idee liberali, anche quando non andava certo di moda.
Quest'anno giunge la XXXIII edizione, un calendario fitto di incontri e un alleato in più. L’Istituto Bruno Leoni ha infatti accompagnato la tradizionale gestione della Fondazione Einaudi, aprendo un percorso che vuole portare sui banchi della scuola autori e testi in parte nuovi per i contenuti tradizionali.
Il filone dell’anarco-liberalismo, che negli Stati Uniti ha dato vita ad una vera e propria scuola di pensiero, è ormai inserita a pieno titolo nei programmi di studi delle più prestigiose facoltà americane. Da Michael Novak a Murray Rothbard passando per la Scuola austriaca di economia, il pensiero liberista e libertario in questi anni è stato sviscerato e diffuso dall’Istituto, grazie anche all’opera di alcuni brillanti ricercatori come Alberto Mingardi e Carlo Lottieri.

Premetto che sul tema non sono un esperto, ma guardando al calendario degli incontri salta subito all'occhio l'impostazione, chiamiamola così, teorica, della Scuola che si concentra per lo più sull' analisi del pensiero filosofico/economico del liberalismo, trascurando (o approfondendo poco) altri aspetti a mio parere importanti. In particolare mi riferisco a quei settori che con il liberalismo c'entrano solo indirettamente, o meglio c'entrano perchè il liberalismo è il pensiero che ci guida quando in essi vogliamo operare.
Mi riferisco a temi quali Bioetica, Energia e Ambiente, come anche Giustizia, Riforme e Garanzia, Politica Estera e Relazioni Internazionali ecc...
Su quest'ultimo punto la Fondazione Ideazione potrebbe dare il suo contributo. Per quanto mi sia giunta voce che l'attività della fondazione sia ultimamente caduta in sonno, a causa del fatto che il suo Presidente, Domenico Mennitti, è trattenuto lontano da Roma per impegni politici, è da ricordare che nel 2002 era nata una Scuola di Politica Internazionale diretta dall'Ambasciatore Ludovico Incisa di Camerana.
Non ho la certezza che la Fondazione Ideazione abbia completamente chiuso i battenti lasciando aperta solo l'attività editoriale (compresa la nota rivista), ma penso che, se così fosse, non sarebbe una cattiva idea renderla di nuovo operativa. Soprattutto se si pensa alla particolare situazione di evoluzione in cui si trova il centro-destra attualmente.
Tornando al discorso politica estera, sarebbe, a mio parere, una bella idea se ai 4 indirizzi della Scuola di Politica Internazionale già esistenti ne venisse aggiunto uno creato ad hoc per entrare nel filone della Scuola di Liberalismo.
Insomma penso sia davanti agli occhi di tutti l'importanza che riveste la politica estera/geopolitica in questo preciso momento storico, mi pare quindi assurdo che una Scuola che si prefigge di formare una classe dirigente (politico-accademica) non affronti sufficientemente questo tema.
In conclusione. Si parla tanto della necessità di fare Network, se quest'anno la Fondazione Luigi Einaudi è stata affiancata dall'Istituto Bruno Leoni, l'anno prossimo potrà essere che venga affiancata anche dalla Fondazione Ideazione?

UPDATE: casca proprio a pallino la Summer School della Fondazione Magna Carta: una settimana di corsi tenuti da autorevoli docenti sia italiani che stranieri per 50 selezionati allievi tra laureati e laureandi.

3 Comments:

Anonymous semplicemente liberale said...

Purtroppo non potrò frequentare la Summer School della Fondazione Magna Charta. Proprio con aa, ne abbiamo parlato. Io, almeno, non ci sarò. Di lì ad un mese esatto, infatti, ho un concorso. :(

Ciao. ;)

2:04 AM  
Blogger Tudap said...

Bè allora in bocca la lupo!

2:39 AM  
Anonymous semplicemente liberale said...

Crepi! ;)

12:56 PM  

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