venerdì, luglio 14, 2006

Cultura Politica e Classe Dirigente della CdL

Particolarmente interessante questo numero di Ideazione attraverso il quale si propone la creazione di un Network delle Libertà. Se ne era già parlato molto anche qui in Tocque-ville ma gli intellettuali chiamati a dire la loro fanno chiaramente il punto della situazione e lanciano una serie di idee per creare un progetto culturale per la Right Nation che non lascia più dubbi sul da farsi. Insomma è giunto il momento di tirasi su le maniche e iniziare ad agire.

Visto che nella produzione di una politica culturale un ruolo centrale sembrerebbero avercelo i Think-Tanks mi permetto un appunto.

Vittorio Mathieu parla di Fondazioni culturali classificabili (all'ingrosso) come di centro-destra. Ora, senza pretendere che i think-tanks in questione siano legati ai partiti (sono in molti quelli che sostengono la necessità che da essi siano slegati) mi domando se un think-tank come la Fondazione Luigi Einuadi per Studi di Politica e di Economia debba essere annoverata tra i pensatoi in questione. Questo lo domando perchè se nulla si può dire del presidente del suo comitato scientifico Giovanni Orsina qualcosa da ridire ci sarebbe invece del suo presidente ulivista (ancorchè liberale) Valerio Zanone, se al suo posto andasse Antonio Martino non sarebbe affatto una cattiva idea.

Ma non di soli Think-Tanks si vive. Parole d'ordine di questo numero di Ideazione sono state Cultura Politica e Classe Dirigente, non penso di dire una cosa orginale se faccio presente che punto di incontro tra questi due obbiettivi sia l'Università. Noto con piacere che nella Luiss insegnano diversi professori che sono presenti nei comitati scientifici di Fondazioni e Riviste vicine alla CdL. L'obbiettivo dovrà quindi essere quello di cercare (attraverso il finanziamento di dottorati di ricerca e cattedre) di far diventare l'univeristà romana una roccaforte degli intellettuali liberal-conservatori, così da poter formare con più facilità una nuova classe dirigente vicina agli ideali del cdx e ovviamente produrre una ricerca nei campi politico, economico, storico, filosofico e sociali controccorrente rispetto a quella che viene fatta nella maggiorparte delle università italiane dai numerosissimi intellettuali progressisiti. Seguiranno poi, per i Theo-cons, San Raffale e Cattolica, mentre la Bocconi potrebbe diventare quello che per gli USA è stata Chicago. Bè forse sto correndo un'pò troppo...

4 Comments:

Anonymous semplicemente liberale said...

Io sono "made in Luiss", facoltà di Giurisprudenza. Qui, il 90% dei docenti è vicino a posizioni liberal-conservatrici. Ma nelle facoltà di Scienze Politiche ed Economia, negli ultimi tempi, ahimé, c'è stata l'ondata politicamente corretta del radical chicchismo. E ho detto tutto. Rimangono ottime figure, ma il grosso sta dall'altra parte.

4:02 AM  
Blogger Tudap said...

Ma i Quagliariello, Orsina, Perfetti ecc... non sono a Scienze Politiche? Chi è che mette i soldi nella Luiss, la confindustria?

12:52 PM  
Anonymous semplicemente liberale said...

Sì, Confindustria.

Diciamo che sino alla gestione D'Amato, ciò che tu hai scritto nel post era già una realtà o quasi. Dopo, vabbé, c'è bisogno che dica qualcosa? ;)

Sì, ovviamente il parco-docenti della facoltà di Scienze Politiche annovera un numero significativo di professori di area liberale e conservatrice (c'è anche Jean, per esempio). Il problema è che con i grossi nomi non fai "sistema". Il resto ha un certo orientamento e giù giù per gli assistenti etc. non si cambia. Questo alla lunga si sente: da giurisprudenza escono laureati di un certo tipo; da economia e scienze politiche escono laureati di ben altro colore...Purtroppo.

1:47 PM  
Blogger Tudap said...

Quindi il problema sta nella dirigenza Montezzemolo. Mi ricordo che anche Carioti aveva fatto notare come il centro studi della Cofindustria fosse un covo di intelletuali di sinistra

4:31 AM  

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