domenica, luglio 02, 2006

I confini di TocqueVille e del Partito delle Libertà

Quelle che seguiranno sono parole di Marco Taradash, parole che condivido in molti punti anche se a mio modesto parere viene dato un eccessivo peso a questo provvedimento, soprattutto se si considera che non sono state toccate altre grandi lobby in modo da non far sorgere problemi all'interno della maggioranza: nulla sul lavoro, né sui dipendenti pubblici, né sull'università, l'ordine dei giornalisti non è stato toccato ecc... (sul punto si legga anche questo editoriale di Gaetano Quagliariello).

"Il pacchetto Bersani è un’ottima cosa. Ne hanno scritto benissimo, anche distinguendo fra luci e ombre, Nicola Porro sul Giornale, l’editoriale del Foglio, Alberto Mingardi su Libero, Mario Seminerio sul suo blog. Sono le cose che avrebbe dovuto fare il centrodestra, che stanno nei principi e nelle attese suscitate dalla Cdl. Non sono state fatte perché le pressioni conservatrici sono state fortissime, perché la destra sociale di An è socialista preistorica, perché An nella sua parte postmissina è un aggregato di categorie protette, perché l’Udc ha ramificazioni clientelari, perché Forza Italia non ha mai espresso una sua politica, perché Berlusconi ha dovuto mediare i contrasti piuttosto che governarli. E così provvedimenti liberali, necessari al rilancio della competitività interna e della competizione nel mercato globale sono rimasti nel cassetto, se mai vi sono arrivati, per 5 anni. Il Governo Prodi è dunque riuscito dove la Cdl aveva fallito, nel liberalizzare settori importanti della vita economica."

Veniamo a noi, a noi di centro-destra, a noi cittadini di Tocque-ville.
Da qualche tempo in TocqueVille si parla dei confini della città dei liberi. Taradash vorrebbe, e io con lui, che questa fosse la città dei lib-con.
C'è chi vorrebbe che il radicale JimMomo andasse in esilio, io, pur non condividendo certe sue posizioni eccessivamente anti-clericali, a ciò sono contrario. Diciamo pure che sono d'accordo con la posizione espressa da Taradash a Sestri.

I No al referendum costituzionale hanno stravinto. Per il No si è schierato tutto il centro-sinistra ma non solo loro, e qui è il punto, contro il Sì si sono schierati anche quelli di Destra Sociale e ampi settori dell'UDC. Guarda caso gli stessi che, come fa notare Taradash, hanno impedito che nei 5 anni di Governo Berlusconi venissero presi gli adeguati provvedimenti liberali liberisti necessari per il rilancio della competitività interna.
Se quindi c'è qualcuno che non ha diritto di cittadinanza a TocqueVille sono i Destri Sociali e i peggiori tra i democristiani dell'UDC (purtroppo non vedo alcun Don Sturzo da quelle parti).

Andrea Mancia ha più volte ricordato come uno degli obbiettivi di TocqueVille sia, a suo dire, il fusionismo, la creazione di una Right Nation italiana. Ebbene in questa Right Nation non vi dovrebbe essere spazio per le due correnti sopra ricordate.
In conclusione Destri Sociali e Domocristiani Folliniani (anche se in realtà è un settore più ampio dei soli folliniani) non dovrebbero far parte ne di TocqueVille ne tanto meno del Partito delle Libertà, il futuro ipotetico partito unico del cdx.

9 Comments:

Anonymous freedomland said...

"In conclusione Destri Sociali e Domocristiani Folliniani (anche se in realtà è un settore più ampio dei soli folliniani) non dovrebbero far parte ne di TocqueVille ne tanto meno del Partito delle Libertà, il futuro ipotetico partito unico del cdx"

Bravo,hai ragionissima. Anche se,per evidenze elettorali, non si possono lasciare fuori (se perdi per 24.000 voti per non averli inclusi come capitato con panto fiisce per essere un suicidio). però in un progetto di ampio respiro come Tocqueville, sono d'accordo che stonano.

2:44 PM  
Blogger Tonno Salmonato said...

Caro Tudap,
ottimo post tanto condivido e sottoscrivo in tutte le sue parti che non scrivo nulla stamani sul mio blog.
ciao.
Ps @freedomlnd
secondo me da un riorganizzazione del CDX tolti gli spuri (UDC e parte di AN) che hanno reso impossibili queste liberalizzazioni, che facevano parte del decreto sulla competitività, non solo su TQV ma devono restare fuori dal defunto partito unico e da queste ceneri risorgera il Partito liberale di massa.
Ironia della sorte, quando Casini e compagni buttano la maschera e marcano le distanze con berlusconi si ritrovano a dover fare i salti tra la coerenza al voto per le missioni estere e le liberalizzazioni, e salta salta cadranno tutti nei casini i prodi e i compagni.

1:10 AM  
Blogger Tudap said...

Grazie. Un appunto per dovere di cronaca (si dice così?)Taradash sul paccetto Bersani mette dei Però che potete trovare qua http://www.riformatoriliberali.org/dettaglio.asp?id=614

Freedomland tu giustamente sei realista, ma devi anche considerare che il cdx deve andare al governo per fare riforme (liberali)e rilanciare l'Italia e non solo per smania di potere e poltrone come fa il csx.
E' cmq possibile una via di mezzo tra quello che dici tu e quello che vorrei io (e Tonno). Saranno la singola AN e UDC a dover emarginare i membri di queste correnti eliminandoli a poco a poco dai posti chiave del partito. Sarà compito della Coalizione evitare di assegnare Ministeri chiave (prima) o più in generale alcun Ministero (poi) ad esponenti di queste correnti. Dovrà essere un lavoro graduale dove dovrà essere la parte "buona" (ovviamente dal mio punto di vista) di questi due partiti ad emarginare la parte "cattiva". Non escludo che ci possano essere reazioni anche politicamente violente ma direi che è non c'è alternativa. Intanto è meglio iniziare ora che si è all'opposizione e non si ha nulla da perdere. Stesso discorso vale ovviamente anche per FI che dovrebbe far ritornare in primo piano i suoi esponenti più librali.

Ovviamente tutto ciò non potrà mai avvenire se non vi sarà contemporaneamente anche una lavoro culturale che spinga in questa direzione.

2:43 AM  
Blogger Tonno Salmonato said...

I però di Marco sono importantissimi, quarda scommetterei che su questo decreto o quello che rimarra vi sarà posta la fiducia e qualcuno, finto liberista o paraculo della CDX "per coerenza" votera la fiducia e il tentativo di farsi fare prigioniere da prodi sarà concluso positivamente, i neo DC dalla storia della DC hanno ereditato il lato peggiore, il doroteismo!!!
PS: credo sia arrivato il momento di pensare in termini di partito nuovo che verrà e non in termini di coalizione
cia a presto

3:03 AM  
Blogger Phastidio said...

Il problema delle due coalizioni italiane è che esse sono largamente definite "per negazione" l'una dall'altra. Ecco quindi che si crea la grande ammucchiata di quelli che si dicono anticomunisti e quindi stanno nella CdL ma al contempo sono tra i peggiori statalisti. Il centrodestra (e Tocqueville, si parva licet...) dovrebbero iniziare a definirsi non più per negazione quanto per affermazione, creando una propria identità, che auspicheremmo liberale, per quanto questo aggettivo possa ancora valere qualcosa, data la sua pesante svalutazione connotativa. E qui si pone l'altro corno del dilemma: siamo sicuri che la società italiana sia "liberale" come la intendiamo noi? Oppure è ancora così culturalmente arretrata da riconoscere solo il corporativismo quale modello di organizzazione sociale?

5:38 AM  
Blogger Paolo di Lautréamont said...

In effetti questa operazione (parlo di CdL) dovrebbe essere condotta ORA, e con una leadership rinnovata e forte. Impossibile?

6:21 AM  
Anonymous Anonimo said...

Certo, niente confini su TV.

A proposito di Tocquevillani: avete letto la nuova TEORIA DELLA RAZZA secondo lo Pseudosauro (in cinque comode puntate):

http://pseudosauro.blogspot.com/

6:54 AM  
Blogger Robinik said...

Che dire?
La tua è la mia posizione sul concetto destra/sinistra ben espressa da Phastidio e la cui paternità va indubbiamente riconosciuta a PdL.

Su confini di TQV la cosa è diversa. Io la penso come te (e almeno tu lo sai spero...) ma ritengo che il problema sia principalmente un altro. I migliori ingredienti non sono sufficienti alla realizzazione di una delizia se il cuoco non è all'altezza..

Ciao!

7:28 AM  
Blogger Tudap said...

Phastidio tu parli di Italia ma sarebbe meglio parlare di europa (UK qualche paese dell'est esclusi).
Bè non si può negare che dal punto di vista culturale dalla caduta del muro di Berlinon ad oggi qualche passo avanti è stato fatto.
Il songaggio di Repubblica che vede un altissimo numero di intervistati favorevoli alle liberalizzazioni ne è la dimostrazione. Certo ancora molta strada manca da fare e per questo è necessario investire nei vari Istituto Bruno Leoni, Adam Smith Society e simili.

Questo per quanto riguarda la società italiana. Il problema che io ho voluto affrontare è quello specifico del centro-destra (soprattutto di classe politica). Il tema è stato più volte affrontato su TV soprattutto da Robinik ed è abbastanza semplice ci sono esponenti (e correnti) della CdL che non nascondono di essere statalisti che con una coalizione (e possibile futuro partito) che almeno a parole si definisce liberale non hanno niente a che vedere.
Rob sostiene poi che vi siano esponenti di csx che invece sono liberali (più di alcuni della CdL)e che starebbero bene nella CdL (almeno così mi è parso di capire). Su quest'ultimo punto non sono d'accordo e mi rifaccio alla distinzione fatta dal Motel dei Polli Ispirati che divideva i sinistri in 2 categorie (la dico a braccio perchè non mi ricordo bene sullo specifico): una comunista nel senso tradizionale del termine e l'altra più liberale ma pur sempre interessata all'egualitarismo da raggiungere attraverso la redistribuzione del reddito (si aumentano le tasse ai redditi alti per punire ai ricchi). Insomma i cosidetti liberali di csx non sono veri liberali e posono semmai far parte dellla "Destra" del futuro partito democratico (come l'ha definita Ferrara).

PdL più che una leadership qui serve un'intera nuova classe politica più giovane e più liberale.

9:36 AM  

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