giovedì, agosto 31, 2006

Forza Italia lancia la campagna del Nord

Non si può governare contro il Nord. Sarebbe stato più esplicito togliere il punto interrogativo al titolo ("Si può governare contro il Nord?") del sesto convegno di Forza Italia del Veneto a Cortina che si svolgerà dal 15 al 17 settembre prossimi al Palavolkswagen con tanto di annunciato intervento finale di Silvio Berlusconi. La presentazione dell'evento, avvenuta ieri a palazzo Ferro Fini (sede della Regione Veneto) da parte dei consiglieri regionali di Forza Italia Remo Sernagiotto e Leonardo Padrin, storici organizzatori dell'appuntamento di fine estate, ha già fugato ogni dubbio sulle risposte che usciranno dalla tre giorni cortinese che da quest'anno è stata inserita nel calendario del coordinamento nazionale del partito a seguire le giornate di Gubbio.

«Ovviamente si tratta di un interrogativo retorico - ha premesso la coppia di azzurri - perchè nessun Governo può governare senza la cassaforte, senza le due regioni motore del Paese: il lombardo-veneto sono le due locomotive d'Italia». «Esiste una difficoltà obiettiva, un problema - ha aggiunto Padrin - Un centrosinistra pur qualificato come quello veneto è rimasto escluso dal Governo e il nostro obiettivo di forza di opposizione è quello di rappresentare le categorie produttive del Nord». «Il Governo non è partito bene - gli ha fatto eco Sernagiotto - in quanto l'annunciata lotta all'evasione fiscale intende colpire solamente chi non li ha votati». «Sia ben chiaro che non vogliamo difendere chi non paga le tasse - ha spiegato meglio Padrin - ma di rimettere in discussione norme giuridiche che criminalizzano certe categorie economiche del Paese. Un Governo dovrebbe avere un progetto complessivo di politica dei redditi e di politica fiscale».

Insomma, poichè l'incontro di Forza Italia nella "perla delle Dolomiti" avviene per la prima volta con la Casa delle libertà all'opposizione è evidente che bisognava registrare il tiro. Si parte venerdì sera con "microfono aperto" l'ormai tradizionale "sfogatoio" nel corso del quale, entro tempi rigidi, ogni iscritto ha il diritto di dire quel che pensa senza peli sulla lingua. Il programma vero e proprio comincia sabato mattina con la presentazione del convegno da parte del coordinatore regionale Niccolò Ghedini, cui seguirà la prima delle quattro tavole rotonde su "La sussidiarietà nelle politiche regionali", cui seguirà quella su "Dal messaggio del Patriarca, l'impulso a investire nel capitale umano" mentre nel pomeriggio si prosegue con la discussione su "Spesa regionale e federalismo fiscale" e su "Tasse e sviluppo tra decreto Visco-Bersani e legge finanziaria".

Il piatto forte, naturalmente, è riservato alla mattinata conclusiva di domenica quando il senatore Maurizio Sacconi, l'europarlamentare Amalia Sartori, il vicecoordinatore nazionale Fabrizio Cicchitto, il coordinatore Sandro Bondi, il governatore Giancarlo Galan e il presidente del partito Silvio Berlusconi si confronteranno su "Questione settentrionale, questione nazionale". «Andremo tutti dietro al nostro presidente sulla riforma federalista - ha anticipato Sernagiotto - Da Cortina rilanceremo l'iniziativa legislativa e referendaria del presidente Galan che puntando sugli articoli 116 e 119 della Costituzione rivendica al Veneto autonomia e federalismo fiscale. A Cortina diremo forte e chiaro che siamo tutti con il nostro presidente: il nostro obiettivo è arrivare a negoziare con Roma non la quota di finanziamenti di nostra competenza, ma la quota del proprio gettito fiscale che il Veneto è disposto a trasferire al riparto nazionale». «Uscirà un ulteriore contributo alla discussione in atto - ha aggiunto Padrin - ma non proposte nuove rispetto a quelle che sono già in cantiere. Vogliamo rendere esplicita a tutti una necessità, una spirale virtuosa che deve essere condivisa da ogni forza politica».

Le camere prenotate negli alberghi di Cortina sono già 300, ma i partecipanti sono stimati in quasi 1.500. Tra i big del partito annunciati l'ex ministro Pisanu, l'europarlamentare Brunetta, i senatori Alberti Casellati, Bonfrisco, Quagliarello, Scarpa, Zanettin, Cantoni, Vegas, i deputati Gardini, Milanato, Aprea, Craxi, Lupi, Adornato, Campa, Destro, Fini, Zorzato, Fratta Pasini, oltre alla quasi totalità dei consiglieri regionali. A moderare le tavole rotonde i giornalisti Maurizio Belpietro, Oscar Giannino, Gianluca Versace, Fabio Fioravanzi.

Giuseppe Tedesco

Il Gazzettino

mercoledì, agosto 30, 2006

Cari parlamentari della CdL perchè votate sì alla missione in Libano?

Ci spieghino i nostri cari parlamentari della CdL per quale motivo dovrebbero votare per una missione che, senza disarmo di Hezbollah e senza controllo della frontiera tra Siria e Libano, è ormai diventata un costoso manifesto di propaganda politica dell'Unione. Ci speghino per quale motivo dovrebbero votare questa missione tanto appogiata dalle frange pacifinte e dai giornali loro vicini. Ci speghino qual'è il vero obbiettivo di questa missione che loro andrebbero a votare, visto che a noi poveri stolti sembrerebbe che il risultato principale sarà quello di neutralizzare Israele impedendole di difendersi e di bloccare il rifornimento di armi da Siria ed Iran verso i militanti di Hezbollah ed Hamas, lasciando insomma agire indisturbati i terroristi.

Ai pacifinti del "Forza ONU" vorrei invece ricordare che anche la missione italiana di peacekeeping in Iraq (si proprio quella del "10, 100, 100 Nassyria!") era sotto l'egida dell'ONU (Risoluzione 1483) ma allora si trattava di una sporca guerra vero? viva la coerenza!

Berlusconi, dopo Vicenza, Rimini. E il mainstream media ce ne tiene all'oscuro

Vi ricordate la svolta di Vicenza dove Berlusconi attaccò i vertici di Confindustria e il pubblico presente, formato dai piccoli-medi imprenditori nordestini impegnati più a spaccarsi il culo in fabbrica che a frequentare i salotti radical-chic, andò in delirio? (vale la pena rivedersi il Filmato)

Ebbene la cosa, mutatis mutandis, si è ripetuta al Meeting di Rimini organizzato da CL, ove la platea ha accolto Berlusconi con veri e propri cori da stadio. Il filmato è imperdibile! soprattutto se si considera che il mainstream media italiano ha pensato bene di censurare le parti più "compromettenti" (per il governo Prodi) dell'incontro.

martedì, agosto 29, 2006

Appello per Israele in Europa

I Comitati per le Libertà lanciano l'Appello per Israele in Europa.
Firma anche tu!

sabato, agosto 19, 2006

I Radicali nel Centrodestra

JimMomo ci segnala un articolo di Paolo Messa, curatore di Formiche - la rivista di Follini per capirci - che traccia su Il Foglio il disegno di un nuovo centrodestra e scopre che «un centrodestra rinnovato non potrà fare a meno di Bonino e Capezzone», sottolineando come «un centrodestra rinnovato, che voglia essere competitivo e saldo nella sua radice liberale dovrà rinunciare a qualche estremista di troppo, ma non potrà fare a meno di Capezzone e Bonino».
Egli, per portare avanti questa sua convinzione sottolinea che «i temi etici non dovrebbero costituire motivo di veto per far parte di coalizioni di governo»

Si prenda atto che la RnP è in crisi (permanente?) e che cmq non la vogliono nemmeno fare entrare nel futuro (ipotetico) Partito Democratico, la possibilità che i radicali nella prossima tornata elettorale stiano con la Casa delle libertà non è così remota.

Se così fosse me ne rallegrerei al quanto.

Facendo un'pò di fantapolitica, le cose potrebbero andare così: la RnP si scioglie, i Radicali Italiani passano con la CdL riunendosi con i Riformatori Liberali, mentre l'Associazione Luca Coscioni ritorna ad essere un'associazione transpartitica.
FI, AN e UDC costituiscono insieme ad altri partiti minori come Nuovo PSI, PRI, Nuova DC, il "partito unico" (liberal-conservatore) del cdx avendo come punto di riferimento in Europa il PPE, i Radicali Italiani (laici, liberali, liberisti, libertari) invece ad esso si alleano, formando con esso una coalizione, e tengono come punto di riferimento in Europa l'ELDR.
I Radicali Italiani dovrebbero poi cercare di perseguire l'obbiettivo di Neolib, cioè quello di riunire in unico partito tutte le forze laiche e liberali italiane.
Per quanto gli iscritti ai RL diventerebbero (automaticamente) iscritti ai RI, la struttura dei RL potrebbe ancora essere utilizzata magari trasformando quella dei Salmoni in un Associazione politico-culturale, sul modello dell'Associazione Giovane Italia, che pubblichi un quindicinale online sulla falsa riga di LibMagazine e che lavori in stretto contatto con think-tanks come l'Istituto Bruno Leoni, l'Adam Smith Society, la Fondazione Italia USA, la Fondazione Luigi Einaudi, Libertates.com ecc... e con la società civile.

Purtroppo però questa per ora rimane solo fantapolitica...

UPDATE: Dimenticavo in questo nuovo cdx ci entrerebbe anche la Lega Nord (sul modello tedesco della CDU/CSU) ovviamente anch'essa rinnovata e concentrata più a prendersela con lo Stato oppressore (come i vecchi tempi) che con i gay. Sarà anche lì necessaria una nuova classe dirigente: si tenga Maroni (il Politico) che al governo si è comportato bene ed è stimato anche dalla base, a lui il ruolo di delfino, si cambino invece Calderoli e Castelli con Giorgetti (il Movimentista) e Pagliarini (il Tecnico).

mercoledì, agosto 02, 2006

European Ideas Network

IDEE IN AZIONE NEL CENTRO-DESTRA IN EUROPA
La European Ideas Network - la Rete Europea delle Idee - è un circolo aperto di riflessione paneuropeo, patrocinato dal Gruppo PPE-DE, il più numeroso gruppo politico al Parlamento europeo. La rete è stata ideata per promuovere nuovi modi di concepire le sfide che i paesi dell’Unione europea si trovano ad affrontare. Essa riunisce politici, esponenti del mondo degli affari e di quello accademico, consulenti politici, giornalisti e rappresentanti della società civile che condividono una visione europea comune, ma anche esperti esterni non legati ad alcun partito e commentatori che sono interessati alle questioni di politica pubblica che vi vengono trattate.
GLI OBIETTIVI DELLA RETE
La European Ideas Network - la Rete Europea delle Idee - è stata fondata per:
• promuovere nuove idee e scambiare le migliore pratiche sul modo in cui affrontare le sfide sociali, economiche e di politica estera che si pongono all’Europa;
• ampliare la visione e l’esperienza dei politici, in modo che le questioni possano essere viste in un contesto più ampio e più globale;
• operare su una base deliberatamente europea, per consentire l’accesso e lo scambio di concezioni non sempre disponibili in un contesto nazionale;
• raggiungere le persone e i gruppi non altrimenti coinvolti nella politica dei partiti, segnatamente cercando di incoraggiare le nuove generazioni a partecipare alle questioni e alle discussioni politiche;
• organizzare conferenze e seminari in tutta l’Europa, supportati da una strategia consapevole volta a sfruttare le nuove tecnologie e la discussione in linea per promuovere lo scambio di idee; • rafforzare le risorse intellettuali collettive del centro-destra in Europa e migliorarne la qualità delle politiche. Un elemento chiave nella progettazione dell’EIN è l’università estiva annuale, i cui corsi si tengono durante due o tre giorni ogni agosto o settembre nei diversi paesi dell’Unione europea, a rotazione di anno in anno.

Due quesiti:
- I Think-Tank italiani che partecipano all'EIN sono la Fondazione Magna Carta, la Fondazione Nova Res Publica e la Fondazione Liberal. A quando l'entrata della Fondazione Ideazione ?
-In TocqueVille si è spesso parlato della necessità di fare network (in particolare Le Guerre Civili), io nel mio piccolo ho fatto un elenco probabilmente non completo - che potete trovare sulla destra del mio blog- nel quale sono presenti i link ai siti delle riviste, giornali, fondazioni, associazioni, case editrici... grosso modo vicine all'area lib-con italiana, ma domando perchè non mettere realmente in relazione queste istituzioni (se ne è parlato anche nell'ultimo numero di Ideazione) attraverso la creazione di un Italian Ideas Network?

Ideazione Unbound

Qualche tempo fa a man ci illustrò il funzionamento delle nuova creazione del Cato Institute: Il Cato Unbound, esso sembra un blog (ha perfino i trackback), ma in realtà è molto di più. Ogni mese viene pubblicato un saggio prodotto da uno dei maggiori pensatori mondiali - l'esordio è stato affidato a James M. Buchanan - e poi, a breve distanza, altri commentatori replicano al primo"post", prima di dare il via ad una discussione aperta sull'argomento trattato. E' un esperimento unico, nel suo genere.

LaVoce.info, la rivista economica on-line diretta da Tito Boeri vicina alla sinistra progressista, si avvicina forse al metodo Unbound: spesso capita che dopo la pubblicazione di un articolo, un altro professore ne scriva un altro in replica al precedente sostenendo una tesi diversa (anche se probabilmente non opposta), il quale potrà essere a sua volta confutato. Insomma non si tratta solo di singoli articoli ma di veri e propri dibattiti che si svolgono on-line anche se non in tempo reale.
In un intervista a Panorama Tito Boeri ha dichiarato che chi scrive ne LaVoce.info (tutti autorevoli autori) non viene retribuito. Inoltre visto (l'innaspettato) successo sono molti colori, sia professori che semplici ricercatori, che vogliono scrivere su questo giornale e che quindi la redazione è costretta a non pubblicare molti articoli. Boeri ha anche ricordato, come spesso nascano degli interessanti dibattiti che si svolgono in modo sereno e lontano dalla "campagna elettorale permanente".

Ideazione è forse il Think-tank italiano che più si sta focalizzando su Internet (il settimanale on-line Ideazione.com e i suoi Dossier, il quindicinale on-line di geoeconomia Emporion, l'aggregatore di blogs TocqueVille...), grazie forse anche ai consigli ricevuti dalla redazione delle National Review, e sarebbe quindi il soggetto più adatto a creare un Cato Unbound all'italiana.
Personalmente non so i costi che potrebbe avere questo strumento, certo non vedo perchè, parlando per esempio di Mercato del Lavoro, un Ichino dovrebbe pretendere di farsi pagare per un suo contributo fornito a Ideazione e non invece per il medesimo fornito a LaVoce.info.

In conclusione non sarebbe una cattiva idea se Ideazione riuscisse a creare nella rete un luogo ove alcuni intellettuali possano serenamente dibattere su un determinato tema (politica estera, riforme ecc...) dando la possibiltà ad un qualsiasi cittadino munito di PC e connessione a internet di seguirlo. Insomma perchè non creare un Ideazione Unbound?