domenica, settembre 03, 2006

Aznar: Sì ai Pacs, No ai Matrimoni Gay

"...io dico che una cosa è il riconoscimento dei diritti delle unioni omosessuali e un'altra cosa il considerare una unione omosessuale come un matrimonio. Io rispetto l'unione omosessuale, ma non sopporto l'idea che questa possa essere considerata come un matrimonio tra uomo e donna.." .
Queste le parole di Aznar in un intervista a Il Giornale. Parole che la Casa delle Libertà dovrebbe fare sue. Infatti se la sinistra (o meglio una parte non irrilevante di essa) è intenzionata ad intraprendere in Italia la via già iniziata da Zapatero in Spagna (matrimoni gay, adozioni da parte di single e coppie gay) la destra dovrebbe prendere da esempio il Popolare Aznar.

E' inutile nasconderselo, in Italia esiste una categoria di persone, coppie gay ma anche coppie eterosessuali separate ma non divorziate, che vede i propri diritti ed interessi non adeguatamente tutelati dall'ordinamento giuridico (si pensi al riconoscimento del diritto di accesso all'ospedale se il compagno è malato, al diritto di ereditare i beni del compagno in caso di decesso dopo una vita convissuta, al diritto di rimanere nell'abitazione di una vita, solo per fare alcuni esempi) . E' quindi necessario che la CdL faccia suo un intervento legislativo che, al di fuori di logiche assistenzialistiche, intervenga per il riconoscimento di diritti fondamentali delle persone vivono in coppie stabili al di fuori del matrimonio, perchè a tale matrimonio non possono accedervi. I Pacs non sono un’alternativa o una minaccia alla famiglia tradizionale, ma uno strumento giuridico (se volete eccezzionale) di buon senso che allarga la sfera dei diritti individuali e del rispetto della libertà delle persone.

Vale anche la pena ricordare che in numerosi paesi europei esistono già i Pacs (o comunque istitituti ad esso equipollenti) e che leggi fra le più innovative in tal senso sono state approvate in Spagna sotto il governo Aznar, senza suscitare particolari resistenze da parte di un episcopato che mai si è contraddistinto per una spiccata attitudine a una lettura innovativa della tradizione cattolica.

Questo liberali come Della Vedova e Biondi lo hanno capito, e se non sbaglio anche Fini sta aprendo in questa direzione, è ora che anche Buttiglione, Pera e Alemanno (tanto per fare alcuni nomi) inizino a riflettere in questo senso.

In conclusione: No ai matrimoni e alle adozioni gay! Sì alle Unioni Civili!
Si prenda esempio da Aznar!

1 Comments:

Anonymous Anonimo said...

Questo post è piuttosto discriminatorio. Perchè le persone omosessuali non possono avere diritto al loro pezzetto di felicità?

3:31 AM  

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