giovedì, settembre 14, 2006

Padova. Immigrato in consiglio comunale. L'ex consigliere di FI Indiano è contrario

Dopo le battaglie in via Anelli, combattute a colpi di bottiglie e di spranghe tra extracomunitari, dopo i diluvi di polemiche scatenati dall'erezione del Muro anti-spaccio per arginare la criminalità nel Bronx di casa nostra, le contraddizioni etnico-sociali di Padova esplodono in una babele di belle parole, ottime intenzioni amministrative e feroci lacerazioni politiche. Tutta colpa di una delibera che apre le porte a un rappresentante delle comunità straniere, con diritto di parola ma non di voto, sia in consiglio che in ciascuna delle commissioni comunali. La giunta del sindaco diessino Flavio Zanonato ha ballato parecchio l'altra notte, mentre il centrodestra ha potuto scatenare un fuoco (verbale) incrociato di accuse di demagogia, neo-schiavismo e colonialismo culturale. Alla fine la maggioranza ha vinto con 21 voti a favore, anche se il consigliere dei Verdi ha votato solo «per rispetto» nei confronti degli immigrati, mentre i socialisti hanno strappato un paio di emendamenti all'assessore Daniela Ruffini di Rifondazione, altrimenti si sarebbero messi di traverso.

Di tutte le reazioni che ho potuto leggere nei quotidiani locali questa mi è sembrata la più significativa:

Surendra Narne. Indiano. Negli anni '70 chissà che faccia dovevano fare i padovani che aprivano la porta dell'ambulatorio e si trovavano di fronte lui. Eppure ha fatto tutto da solo. È arrivato nel '57, non sapeva l'italiano. Ha studiato Medicina e intanto guidava i camion e dava ripetizione di inglese. Nel '91 era il primo primario extracomunitario dell'ospedale, specializzato in Otorinolaringoiatria. È stato consigliere comunale di Forza Italia fino al 2004, nell'amministrazione di Giustina Destro.
Professore, che ne pensa della delibera votata martedì sera?
«Non serve a niente e prende in giro gli extracomunitari. È come se dessero loro uno zuccherino. A che serve uno che parla e poi non può votare? E poi come verranno scelti? Mi pare che stiamo creando solo una moda».
Ma la Giunta la vede come uno dei primi passi per avvicinare gli immigrati alla condivisione dei problemi della città...
«È la cavolata più grande che esista. Prima di tutto non si dà una rappresentanza gratuita, e poi gli immigrati non ne hanno bisogno. Piuttosto quelli che sono in Italia lavorino e maturino i propri diritti e quando li avranno che i partiti li mettano dentro le loro liste e che siano votati come gli altri. Tanto, se sei onesto e serio la gente ti vuole bene e ti vota indipendentemente da dove vieni. Questa è la strada».
Viceversa...
«Non vorrei che facessimo credere agli immigrati che per loro ci sono regole diverse. Mi pare totalmente controproducente. Anche loro devono essere valutati dalla gente, come tutti, e non messi in consiglio comunale dall'alto. Integrazione è consentire di partecipare alle nostre regole. Se poi in Consiglio li collocano i partiti è ancora peggio, arrivano già lottizzati».
Insomma integrazione è adattarsi?
«Certo. Un deputato pakistano eletto in Inghilterra pochi giorni fa ha detto ai suoi: se non volete vivere secondo le regole di qui andate a casa. Lei pensa, ad esempio, che se andasse in qualche Paese islamico le lascerebbero costruire una moschea?»
Non lo so, lei che ne dice?
«Ci direbbero senza dubbio di no. Qui invece noi le promuoviamo come stiamo facendo in via Anelli. Di questo passo andiamo verso un'anarchia totale».
Professore lei di recente è andato in pensione. Ora che cosa fa?
«Faccio il consulente gratuito in ospedale. Aiuto i miei collaboratori quando ne hanno bisogno».

6 Comments:

Anonymous Luxor said...

Grazie di questo bel documento.
E' molto utile.

3:39 PM  
Blogger Tudap said...

grazie a te per la visita

11:56 AM  
Anonymous Alberto said...

Mi imbatto in questo blog per la prima volta.. ed ho una prima domanda!

"Born to be free".. cosa intendi per libertà?
Mi rivolgo naturalmente a chi questo spazio lo gestisce.. ma anche, perchè no, a tutte le persone che di qui transitano.. lasciando, a loro volta, spunti, contenuti, commenti..

Bye,
Alberto

7:21 AM  
Blogger Watergate said...

quete decisioni, in effetti, mi fanno sorridere. Non servono a nulla.

1:42 AM  
Blogger Nilo said...

Una mosca bianca , forse non l'unica , ma pur sempre mosca bianca .
Una intervista importante che mette in risalto soprattutto le contraddizioni di una sinistra perbenista e priva di senso dello stato e delle regole. Che mossa solo da stereotipi e cianfrusaglia etnico-modaiola si permette di giostrare a proprio piacimento la realtà che ruota attorno agli extracomunitari.

8:05 AM  
Blogger Tudap said...

Nilo sottoscrivo

5:41 AM  

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